Il direttore generale dell’assessorato della Sanità minaccia la revoca dell’incarico ai manager Asl se non risolvono l’eterno problema del sovraffollamento dei pronto soccorso in Sardegna, i medici rilanciano: e l’assessorato finora cosa ha fatto? Incredibile botta e risposta fra sindacato dei medici Cimo-Fesmed che chiede alla Regione di fare chiarezza sugli interventi contro il sovraffollamento dei pronto soccorso in Sardegna, e il direttore generale dell’assessorato alla Sanità, Thomas Schael, che – secondo quanto denuncia il sindacato – ha scritto ai manager delle Asl prospettando anche la revoca dell’incarico in caso di mancati risultati.
“È giusto pretendere risultati, ma le responsabilità devono riguardare tutta la catena decisionale, a partire da chi programma e coordina il sistema sanitario”, afferma il presidente del sindacato, Luigi Mascia, criticando le minacce ai direttori generali in assenza di un confronto con le organizzazioni mediche.
Nel mirino il piano regionale approvato l’8 aprile, che prevedeva il recupero di posti letto negli ospedali cagliaritani, tra cui il Binaghi e il Santissima Trinità, e la valutazione di nuove disponibilità al Marino. A sei mesi dall’approvazione, Cimo-Fesmed chiede di conoscere lo stato di attuazione delle misure, le risorse assegnate e i posti letto effettivamente ripristinati.
Il sindacato richiama anche il ruolo dell’ospedale Brotzu nella gestione dei traumi maggiori e avverte che strumenti come il Bed Management e il Fast Track non possono sostituire interventi strutturali. Senza posti letto, personale e percorsi organizzati, sostiene, il rischio è soltanto spostare le attese dal pronto soccorso ai reparti e agli ambulatori, aggravando le criticità dell’intero sistema ospedaliero.











