Salvatore Cappadonna, ristoratore di Cagliari, a Radio Casteddu: “Non siamo gli untori della situazione”

Famosissimo chef, lancia sos sui social riguardo la situazione di incertezza che ancora oggi ostacola anche il settore della ristorazione: “È un problema che coinvolge tutto il comparto, bar, ristoranti, hotel, insomma, che si espande a macchia di leopardo”

Salvatore Cappadonna, ristoratore di Cagliari, a Radio Casteddu: “Non siamo gli untori della situazione”.
Famosissimo chef, è uno tra coloro che sta lanciando  maggiori sos sui social riguardo la situazione di incertezza che ancora oggi riguarda anche il settore della ristorazione: “È un problema che pende in tutto il comparto, bar, ristoranti, hotel, insomma, che si espande a macchia di leopardo.
IL dpcm è una cosa assurda, noi riscontriamo assembramenti in tutti i locali commerciali. Ieri, per esempio, ho comprato un secchio di vernice ed eravamo tutti stretti come sardine.
A livello di Ristori, con il primo lockdown, da marzo sino a metà maggio, li abbiamo percepiti ma il mio giro è di 60/ 70 mila euro al mese. Mi hanno retribuito 6400 euro in tutto, e questi si chiamano Ristori? Questa è una pagliacciata non è possibile, è una mancetta; ieri e oggi il locale rimane chiuso perché tratto pesce fresco e se avessi fatto la spesa e messo in opera il lavoro, con due giorni di chiusura successivi, quel pesce non sarebbe stato più fresco, non vendibile, ci avrei rimesso in partenza.
Quindi abbiamo deciso  a malincuore di non aprire, di aspettare quello che poi sarà lunedì e se ci sarà un nuovo dpcm o se sarà nuovamente gialla in tal modo che potremmo fare il pranzo, che, tra l’altro, anche questa è una assurdità.
Secondo me hanno sbagliato a chiudere solo la ristorazione.
O si fa una chiusura di tutto o niente, non siamo gli untori della situazione. Ci hanno fatto spendere i soldi per i tavoli, per i posti a sedere, abbiamo rispettato le loro direttive e poi ci fanno chiudere: questa è una cosa assurda”.


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