Sabrina Corso, la mamma-operaia dei gatti randagi di Cagliari: “Per sfamarli spendo 400 euro al mese”

Ha 47 anni, lavora in una ditta di pulizie e guadagna 430 euro al mese, Sabrina Corso. Da un anno è la “gattara” di piazza San Cosimo: “Ho salvato molti mici, grazie a qualche piccola offerta riesco a dargli da mangiare e curarli, ogni giorno ma non è mai abbastanza. Chi mi può aiutare?”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

 In piazza San Cosimo a Cagliari c’è una colonia di gatti randagi. Sono oltre quaranta, tra mici di qualche mese e “adulti”. Un tetto sicuro non ce l’hanno, il loro rifugio è il giardino esterno della chiesa di San Saturnino. E da un anno le loro pance sono piene, ogni giorno, grazie alla solidarietà di un’operaia di 47 anni, Sabrina Corso: “Prima di me se ne occupava una signora anziana, ma non ha più le forze. Erano abbandonati dal punto di vista sanitario, ho già pagato una quindicina di sterilizzazioni grazie soprattutto alle offerte fatte dai cagliaritani sulla mia pagina Facebook”, spiega. “Ogni mese spendo quattrocento euro per i gatti, il mio stipendio base è di 430 e tra conti salati delle cliniche e adozioni che non vanno a buon fine la situazione è sempre di piena emergenza”, confessa. “Cibo, ma non solo, anche antiparassitari. Se non li seguissi io, oggi sarebbero molti di più perché, un anno fa, nessuno di loro era sterilizzato”.
E sfida in qualche modo la legge, la quarantasettenne. “Il Comune già da tempo ha detto che non si può dar da mangiare agli animali randagi, ma per fortuna c’è la legge regionale che li tutela. Questa è una colonia censita, serve solo più generosità da parte di tutte le persone”. E la “gattara” lancia un doppio appello alle istituzioni: “Vorrei poter avere libero accesso all’area interna della chiesa per potermi prendere cura anche dei mici malati” e poi, rivolgendosi al Comune, ecco l’idea: “Molte volontarie come me non hanno posti dove accogliere eventuali gatti malati e perciò siamo costrette a spendere tanto anche nei ricoveri nelle cliniche. Cagliari ha tanti posti dismessi, qualcuno si potrebbe trasformare in ricovero per gatti”.

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