Ritardi sulla cassa integrazione in Sardegna, niente incontro in Regione: sindacati in rivolta

La maggioranza non si presenta: salta l’audizione in consiglio regionale sull’accordo per la cassa integrazione in deroga. “A 2 mesi dalla firma, non esiste traccia delle misure promesse per tutti i lavoratori esclusi da altri sostegni come stagionali, atipici, lavoratori domestici, collaboratori sportivi e dello spettacolo”

Salta per la mancanza del numero legale la riunione della Seconda commissione, convocata ieri pomeriggio alle 15.30 per svolgere una serie di audizioni in materia di scuola e lavoro (accordo sulla cassa integrazione). Il presidente Alfonso Marras (Riformatori) per ben tre volte ha dovuto constatare l’assenza dei componenti appartenenti ai gruppi della maggioranza e incalzato dagli esponenti delle minoranze ha dovuto prima rinviare alle 16.32 e quindi alle 17.15, per annunciare poi, non senza disappunto, la convocazione della commissione a data da destinarsi. Dure le proteste dei consiglieri dei gruppi delle opposizioni.
«Sono indignata e perplessa – ha dichiarato Laura Caddeo dei Progressisti – per la scarsa attenzione che la maggioranza riserva alla commissione e ai suoi lavori». Franco Stara (Progressisti) ha evidenziato “l’assenza di rispetto per la commissione nella sua interezza ed in particolare nei riguardi degli ospiti, invitati in audizione su temi assai rilevanti e pertinenti, come lo sono la situazione della scuola e l’attuazione dell’intesa sulla cassa integrazione”.
 Gli altri due consiglieri della minoranza Piero Comandini (Pd) e Desirè Manca (M5S) hanno invece invitato esplicitamente il presidente della commissione a rassegnare le immediate dimissioni: «Non è la prima volta che il presidente Marras viene abbandonato in solitudine dalla sua traballante maggioranza di centro destra». I gruppi del centrosinistra e dei 5 Stelle hanno quindi preannunciato la convocazione di una conferenza stampa, domani (giovedì 28 maggio) alle 10.30, per denunciare “l’incresciosa situazione di crisi in seno alla Seconda commissione consiliare”.
I sindacati. “I consiglieri regionali di maggioranza – che non si sono presentati all’audizione della II Commissione consiliare convocata per discutere con i sindacati l’attuazione dell’Intesa quadro siglata il 26 marzo scorso con la Regione – hanno dimostrato, oltre all’assoluta mancanza di rispetto per il Consiglio regionale e per il popolo sardo rappresentato nella massima Istituzione della Sardegna, il completo disinteresse verso i temi del lavoro e della solidarietà sociale di chi oggi guida la politica regionale”.
Lo hanno detto i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil Michele Carrus, Gavino Carta e Francesca Ticca, aggiungendo che si tratta di “una gaffe politica che conferma una difficile relazione con le forze sindacali da parte della maggioranza consiliare”.
 Era infatti la prima volta, dopo ben 15 mesi, che la Commissione Lavoro convocava il sindacato sardo. Purtroppo, nonostante la presenza dei consiglieri di minoranza, l’audizione è saltata per mancanza del numero legale. “Il presidente però – hanno sottolineato i segretari – non ha ritenuto nemmeno di uscire dalla sua stanza per salutare educatamente e fornire una qualsiasi spiegazione a un fatto che rappresenta un unicum nella storia del Consiglio”.
Secondo Carrus, Carta e Ticca “questi consiglieri dovrebbero quanto meno sentire il bisogno scusarsi, almeno per buona educazione o per dovere di ospitalità, sacro ai sardi, se non proprio per serietà, oggi evidentemente venuta meno”.
Cgil Cisl e Uil colgono l’occasione per denunciare, ancora una volta, la responsabilità della Giunta e della maggioranza nei gravissimi ritardi sulla cassa integrazione in deroga e nella mancata attuazione dell’Intesa che avrebbe dovuto dare tutele ai lavoratori più deboli. A due mesi dalla firma, non esiste traccia delle misure promesse per tutti i lavoratori esclusi da altri sostegni, stagionali, atipici, lavoratori domestici, collaboratori sportivi e dello spettacolo, per i quali, nel frattempo, è arrivato il decreto Rilancio del governo nazionale. Così pure non esiste alcun riscontro dell’impegno a confrontarsi sulle strategie di rilancio economico, sulle politiche sociali e sanitarie, sulla ripartenza delle attività scolastiche, sulle quali i sindacati hanno continuato ad avanzare proposte e sollecitare incontri.
“Il sindacato ha finora mostrato grande senso di responsabilità in questa crisi e dato prova di volontà di collaborazione – hanno concluso i segretari regionali – perciò si attende altrettanto da chi governa, che diversamente si assume la responsabilità di alimentare lo scontro sociale”.