Regione, M5S: “I consiglieri ci provano: 5 milioni per la loro pensione integrativa”

Desogus: “E’ stata firmata dagli esponenti di ogni partito, dimostrando ancora una volta che per tutti loro le priorità non sono quelle delle famiglie e delle imprese in difficoltà, dei problemi che attendono risposte, di aggiustare i tanti provvedimenti sbagliati”

 

Una proposta di legge per pagare la pensione integrativa ai consiglieri regionali. Firmata da tutti i componenti dell’assemblea di via Roma. Eccetto Fdi. La denuncia nella pagina facebook di Francesco Desogus, consigliere regionale M5s

“Manca poco al ritorno a casa dei nostri consiglieri regionali, speriamo di non rivedere molti volti, e salgono le preoccupazioni, quelle serie, quelle che ti toccano in prima persona, quelle che non riguardano noi sardi.
Così spunta la proposta di legge n.555 del 16 ottobre 2018, con una trasversalità praticamente totale, 54 firme proponenti su 60 possibili (mancando necessariamente quelle di Ganau e Pigliaru), un plebiscito. Il titolo del testo è essenziale: “Passaggio al sistema contributivo previdenziale”

Gli attuali consiglieri, quelli al primo mandato ma anche quelli rieletti col vitalizio già maturato (per ora) non hanno mai digerito gli ultimi lasciti normativi della maggioranza Cappellacci che, come estremo tentativo di accattivarsi i “populisti” incalzanti, portarono alla rimodulazione delle indennità e all’abolizione degli odiosi ed impopolari vitalizi. Peccato per loro che il M5S nel 2014 ha saltato il turno non presentandosi alle regionali. A saperlo prima avrebbero sicuramente evitato.

Comunque fu un barlume di umiltà, sebbene all’ultimo minuto… Macché! Non erano certo così fessi: quella norma sarebbe stata applicata agli eletti della legislatura successiva, cioè da quella attuale.

E così, purtroppo, i nostri odierni onorevoli consiglieri dopo un legislatura di gran e meritato lavoro ora si ritrovano con un profilo pensionistico dalle aspettative non adeguate. Come dargli torto? € 6.600 euro di indennità mensile più € 3.850 mensili di rimborso spese forfettario, più altri bigliettoni verdi (quelli da € 100) se assumi delle cariche statutarie o regolamentari, o risiedi oltre 70 km da Cagliari. E poi sono importi lordi. Anche le misere cinque mensilità (€ 33.000) di fine mandato sono ridicole. Insomma un tragedia intascare in totale almeno € 432.850 in cinque anni, imposte incluse. Cotanta disperazione si ritrova nella relazione di accompagnamento della proposta di legge, dove non mancano i toni drammatici. Ecco alcuni esempi:

“restringimento della spesa”, “oltre i limiti imposti, con rigore”
“una lacuna che rischia di condizionare l’accesso al mandato di tutti i cittadini in parità di condizioni”. Un pensiero anche per i futuri consiglieri “giovani, coloro che hanno carriere lavorative limitate”, “una significativa penalizzazione della carriera pensionistica.”

Ma ecco trovata la soluzione: la pensione integrativa!
Perché non pensarci prima? In effetti una quota dell’indennità si potrebbe destinare a dei versamenti volontari presso questo o quel fondo previdenziale. Giusto e, a rigor di logica, solo a carico loro. Scherziamo? Qui ci vuole una legge e presto!

In primo luogo per dei trattamenti pensionistici integrativi per tutto il periodo del mandato coperti, in parte con costi a proprio carico (da definire) ed il resto della somma “con il concorso del Consiglio.” Pazienza per i risparmi finora ottenuti, perché pretendono che il Consiglio assuma il ruolo di datore di lavoro, partecipando all’onere del assegno integrativo da versare, applicando le stesse regole dei comuni dipendenti. Come la “moltitudine” di conterranei che ritirano una busta paga che, tra annessi e connessi, supera i € 10.000 lordi mensili.

Ma c’è la questione che tra pochi mesi si ritorna a casa. Che senso ha impegnarsi per quelli che poi verranno?

Riporto, testuale, il comma della proposta di legge:

“Per la legislatura in corso il contributo di cui al comma 1 è erogato in unica rata nell’anno 2018, in misura complessiva massima pari a quella che si sarebbe erogata per l’intera legislatura”.

In altri termini è prevista una quota retroattiva che copra tutti i cinque anni della legislatura. E tutto ciò quanto ci costerebbe? Scrivono appena € 5.882.000 più € 1.000.000 per gli anni successivi. All’incirca altri € 98.000 a carico dei sardi per ogni attuale onorevole consigliere della Regione Autonoma della Sardegna.

Ricordiamocelo il prossimo mese di Febbraio 2019 anche se non dovessero riuscire a far passare la proposta di legge. Ecco chi sono. E’ stata firmata dagli esponenti di ogni partito, dimostrando ancora una volta che per tutti loro le priorità non sono quelle delle famiglie e delle imprese in difficoltà, dei problemi che attendono risposte, di aggiustare i tanti provvedimenti sbagliati. Perché quando vogliono trovano tempo per le proprie personali. Pudore, dignità, umiltà, rispetto del mandato?

Il Movimento sono i cittadini stanchi di questa politica.
Il Movimento è soprattutto il cambiamento, quello vero”.

Ed ecco l’elenco dei consiglieri firmatari della proposta. Agus, Anedda, Busia, Cacciotto – Carta – Cherchi Augusto – Cherchi Oscar – Cocco Daniele Secondo – Cocco Pietro – Collu – Comandini – Congiu – Cossa – Cozzolino – Crisponi – Dedoni – Deriu – Desini – Dessì – Fasolino – Floris – Forma – Gaia – Lai – Lancioni – Ledda – Lotto – Manca Pier Mario – Marras – Meloni Giuseppe – Meloni Valerio – Moriconi – Oppi – Perra – Peru – Pinna – Piscedda – Pizzuto – Randazzo – Rubiu – Ruggeri – Sabatini – Satta – Sechi – Solinas – Tedde – Tendas – Tocco – Tunis – Unali – Usula – Zanchetta – Zedda Alessandra – Zedda Paolo Flavio


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