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Rapine, droga, stalking e reati contro la pubblica amministrazione, eseguite 14 misure cautelari nel Cagliaritano

Articolata operazione di polizia giudiziaria che ha condotto all'applicazione di misure cautelari personali nei confronti di 14 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di rapina a mano armata, traffico di sostanze stupefacenti, atti persecutori e gravi reati contro la Pubblica Amministrazione.

di Fiorella Garofalo
16 Febbraio 2026
in cagliari, zapertura-straordinaria

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Rapine, droga, stalking e reati contro la pubblica amministrazione, eseguite 14 misure cautelari nel Cagliaritano

Nella mattinata odierna la Polizia di Stato ha eseguito una articolata operazione di polizia giudiziaria che ha condotto all’applicazione di misure cautelari personali nei confronti di 14 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di rapina a mano armata, traffico di sostanze stupefacenti, atti persecutori e gravi reati contro la Pubblica Amministrazione.

I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, che ha condiviso le risultanze investigative sviluppate dalla Squadra Mobile.

L’indagine trae origine da una rapina a mano armata consumata nell’agosto del 2023 nel territorio di Assemini, ai danni di un pregiudicato. In tale circostanza, un gruppo composto da quattro maggiorenni e un minorenne si era impossessato di 60.000 euro in contanti, oltre che di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente. L’episodio, connotato da modalità particolarmente violente e organizzate, ha rappresentato il punto di partenza di una più ampia e complessa attività investigativa.

Le successive indagini, condotte attraverso intercettazioni telefoniche e telematiche, hanno consentito di far emergere l’esistenza di un sodalizio criminale strutturato, dedito all’approvvigionamento e allo spaccio di sostanze stupefacenti nel territorio cagliaritano, con ruoli ben definiti e una rete stabile di soggetti pregiudicati e incensurati, anche minorenni.

In particolare, è stata delineata un’organizzazione con a capo due promotori, che gestivano direttamente i traffici di droga, curando sia le attività di spaccio al minuto sia la cessione di quantitativi più consistenti destinati ad altri pusher operanti nell’area metropolitana.

L’organizzazione riforniva in modo continuativo le piazze di spaccio di Cagliari, Selargius, Quartu Sant’Elena e Assemini, trattando diverse tipologie di sostanze stupefacenti, dalla marijuana e hashish fino alla cocaina, secondo modalità operative collaudate.

I promotori coordinavano le fasi di approvvigionamento, distribuzione e riscossione dei proventi illeciti, garantendo la costante operatività del sodalizio e la rapida immissione della droga sul mercato, avvalendosi anche di giovanissimi. Il traffico di droga avrebbe generato guadagni elevatissimi, come attestato dai ripetuti sequestri di ingenti somme di denaro e dalla fitta rete di cessioni documentate con videoriprese, con il centro di Selargius individuato quale stabile epicentro dello spaccio al minuto.

Pur risultando estraneo ai traffici di sostanze stupefacenti, particolarmente allarmante è il quadro emerso in relazione alle condotte persecutorie e intimidatorie poste in essere da un amministratore pubblico locale, culminate con l’incendio dell’autovettura dell’ex compagna, vittima, in altre circostanze, della distruzione dolosa di ulteriori due veicoli.

Le investigazioni hanno documentato una progressiva e grave escalation di violenza, sopraffazione, minacce e diffamazioni, confermando l’elevata pericolosità dell’indagato, il quale, oltre ad aver commissionato l’incendio, avrebbe fornito agli esecutori indicazioni finalizzate alla consumazione di un furto o di una rapina in abitazione ai danni della stessa vittima, evento scongiurato grazie al tempestivo intervento degli investigatori della Squadra Mobile.

Parallelamente, le indagini hanno fatto emergere un articolato e sistematico quadro di reati contro la Pubblica Amministrazione, caratterizzato da un uso distorto e personalistico della funzione pubblica. L’amministratore locale avrebbe sfruttato il ruolo istituzionale ricoperto per imporre indebite pressioni, condizionare l’operato di soggetti privati e orientare decisioni amministrative in violazione dei principi di legalità, imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa.

Secondo quanto emerso, l’indagato avrebbe assoggettato funzionari e dirigenti di una società operante nel settore dello smaltimento dei rifiuti a un clima di intimidazione, imponendo assunzioni e condotte non dovute, con la minaccia di ripercussioni economiche. Fatti non realizzati con l’opposizione della società. Contestualmente, sono stati documentati episodi reiterati di utilizzo illecito di risorse e servizi pubblici per fini personali, in spregio ai regolamenti comunali e alle norme poste a tutela dell’interesse collettivo.

Le investigazioni hanno inoltre accertato condotte corruttive, consistenti nella ricezione di utilità economiche in cambio dell’omissione di atti dovuti e del mancato esercizio dei poteri di controllo.

In una delle fasi più significative dell’indagine, nel mese di ottobre 2024, la Squadra Mobile ha documentato la consegna di una somma di 1.000 euro in contanti da parte di un imprenditore a un amministratore pubblico, quale presunto compenso per l’adozione di condotte contrarie ai doveri d’ufficio, finalizzate a evitare la segnalazione di violazioni ambientali riconducibili a un esercizio commerciale.

Il quadro emerso restituisce l’immagine di una gestione della funzione pubblica piegata a interessi privati, connotata da reiterazione delle condotte, spregio delle regole e sistematica violazione dei doveri d’ufficio, ritenuta dall’Autorità Giudiziaria di particolare allarme sociale ai fini dell’adozione delle misure cautelari.

Alla luce della gravità dei fatti e del concreto pericolo di reiterazione dei reati, l’Autorità Giudiziaria ha disposto 8 provvedimenti di custodia cautelare in carcere, 5 arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico, l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per un ulteriore indagato.

L’operazione è stata eseguita con il supporto di personale della Squadra Mobile, delle Volanti, dei Commissariati di Quartu Sant’Elena, Carbonia e Iglesias, del Reparto Prevenzione Crimine Sardegna, del Reparto Volo e delle unità cinofile.

Tags: Cagliari
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