Quartu, riparte il progetto di Giustizia Riparativa

Firmato oggi il Protocollo d’intesa tra il Comune e il Ministero della Giustizia, il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza e tutti gli istituti scolastici cittadini. L’obiettivo è prevenire il disagio e perseguire il benessere sociale: Oggi la pena è intesa soltanto come stato di detenzione, la modalità riparativa si esprime in condotte socialmente utili

Sperimentata con successo la collaborazione interistituzionale del 2016, il Comune di Quartu e il Centro di Giustizia Minorile hanno firmato oggi un protocollo d’intesa che ha come oggetto lo sviluppo di nuovi progetti di Giustizia Riparativa in favore di minori e giovani adulti dell’area penale. L’obiettivo è favorire l’utilizzo della mediazione nella gestione dei conflitti, per prevenire situazioni di disagio e perseguire maggiori livelli di benessere sociale.

Nella Sala Giunta del Palazzo Municipale di via Porcu è stato firmato stamattina il Protocollo d’intesa tra il Comune di Quartu, per il quale era presente il Sindaco Stefano Delunas, ma anche le Assessore Del Zompo e Cossu e il Comandante del Corpo di Polizia Locale Marco Virdis, il Centro per la Giustizia Minorile per la Sardegna, organo del decentramento amministrativo del Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità, il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Maria Grazia De Matteis e gli istituti scolastici cittadini, rappresentati dai vari dirigenti scolastici.

 

La firma del Protocollo dà avvio a tutte le azioni necessarie per lo sviluppo della Giustizia Riparativa. Il progetto intende infatti realizzare una serie di attività di mediazione penale e di utilità sociale, nonché di assistenza alle vittime di reato, col proposito di prevenire e contrastare la delinquenza minorile. Oggi infatti la pena è intesa soprattutto come stato di detenzione; la modalità riparativa si esprime in condotte socialmente utili, che portano beneficio alla persona offesa e avviano il minore verso un percorso di riabilitazione.

Le parti opereranno quindi in modo sinergico, proseguendo sulla strada già tracciata. Il Comune identificherà un gruppo di operatori della Polizia Locale, dei Servizi Sociali e della Pubblica Istruzione incaricati di partecipare al percorso formativo proposto dal Centro Giustizia Minorile. Verrà così attivato il servizio ‘Nucleo di Prossimità di Quartu’, che opererà anche nelle scuole cittadine, in particolare medie e superiori.

 

Il Centro di Giustizia minorile da parte sua si impegnerà ad affiancare gli operatori individuati dal Comune per il ‘Nucleo di Prossimità’. E lo stesso faranno tante altre risorse umane messe a disposizione dalle varie istituzioni scolastiche, pronte a collaborare alle attività del progetto. Il protocollo ha durata annuale, con possibilità di proroga/rinnovo.

 

“I bambini hanno bisogno di essere accompagnati e guidati nel loro percorso di crescita – ha dichiarato il dirigente del Dipartimento di Giustizia Minorile Giampaolo Cassitta, nel ringraziare l’Amministrazione per il lavoro svolto e per il rinnovato impegno -. Gli educatori, e quindi genitori e insegnati devono capirli, ma devono anche comportarsi da adulti, anche dicendo ‘no’ quando è opportuno farlo. Questo Protocollo non è un punto di arrivo ma un punto di partenza, stiamo scommettendo sul nostro futuro”.

 

Dello stesso avviso il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Maria Grazia De Matteis, che ha sottolineato come i ragazzi, ma anche le famiglie stiano attraversando un momento di difficoltà nella gestione dei rapporti: “Mi impegno con tutte le altre Istituzioni oggi presenti a sostenere i giovani nella crescita, con strumenti innovativi e apprezzabili come quelli che andiamo a programmare con la firma di questo Protocollo”.

 

Il Sindaco Stefano Delunas si è detto molto soddisfatto per la firma del Protocollo e ha quindi voluto ringraziare tutti coloro che si sono impegnati e che lo faranno prossimamente nel progetto, quali le Assessore ai Servizi Sociali Marina Del Zompo e alla Pubblica Istruzione Elisabetta Cossu, il Comando di Polizia Locale e tutti i dirigenti e i docenti scolastici. “Ripartiamo dalle scuole, medie e superiori, affinché alla fine del loro percorso scolastico abbiano maturato un alto senso della legalità e della giustizia – ha sottolineato il Primo Cittadino -. È un percorso difficile e ambizioso, ma anche necessario e importante”.