Quartu, ai nudisti una caletta tra Terra Mala e Geremeas

Riparata, protetta da sguardi indiscreti e lontana dalle abitazioni. E opportunamente segnalata. Il piano di utilizzo del litorale del comune di via Porcu prevede l’istituzione di una spiaggia dedicata al turismo naturista: “Un movimento che interessa ben 500 mila persone in Italia, 20 milioni in Europa, addirittura 40 milioni in America”

Riparata, protetta da sguardi indiscreti e lontana dalle abitazioni. E opportunamente segnalata. Il Comune di Quartu individuerà nel pul un tratto di spiaggia per i nudisti: verrà scelta una caletta nascosta tra Terra Mala e Geremeas.

Sarà un’area circoscritta e isolata scelta per il turismo naturista, adeguatamente segnalata con apposita cartellonistica. L’obiettivo è individuare la caletta sul litorale e definirne la regolamentazione, in modo che la città possa intercettare quanto prima i fruitori di un settore turistico, ormai sdoganato anche in Sardegna, che in Europa coinvolge ben 20 milioni di persone.

Quartu ha infatti, secondo l’amministrazione, un territorio particolarmente adatto per il naturismo. Nel lunghissimo litorale costiero verrà scelta la caletta adatta, lontano dalle abitazioni e comunque isolata per garantire la dovuta privacy, senza per questo creare disturbo a chi invece non condivide questo stile di vita. “È un progetto ambizioso ma realistico, un’iniziativa che porteremo avanti anche con il coinvolgimento delle associazioni naturiste sarde di recente costituzione, in modo da capire e studiare le soluzioni adeguate”, aveva dichiarato Delunas al momento dell’annuncio del progetto, “l’obiettivo resta quello di garantire ai naturisti un luogo che sia rappresentativo del nostro paesaggio, un’area che sia anche identificativa della cultura e delle tradizioni locali, che abbia allo stesso tempo il consenso delle popolazioni e degli operatori economici. Perché favorire il turismo naturista significa anche garantire una fruizione compatibile e durevole, anche ai fini della crescita sociale ed economica degli abitanti. Parliamo di un movimento che interessa ben 500mila persone in Italia, 20 milioni in Europa, addirittura 40 milioni in America. Sono cifre importanti che possono davvero portare introiti considerevoli. Oggi i naturisti sono costretti ad accontentarsi di siti non ufficiali – prosegue Delunas -, il che vuol dire non solo non garantire loro la dovuta privacy, ma anche minacciare la sensibilità di chi non è d’accordo col naturismo e perdere potenziali entrate economiche per la città, anche perché tante persone scelgono direttamente altre destinazioni attrezzate e culturalmente più aperte. Nel rispetto della Legge Regionale sul Turismo, recentemente approvata, che dedica appunto un articolo al settore naturista, Quartu è quindi pronta a far rete con tutti gli altri Comuni isolani che nei loro territori hanno la vocazione per il turismo naturista, per creare un flusso capace di portare nuova ricchezza alle nostre comunità”.


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