Pula, Medau ko sulla nuova tassa di soggiorno: “No dei revisori dei conti, evitati aumenti e vessazioni fiscali ai turisti”

Il Comune di Pula prova ad estendere la tassa di soggiorno anche in bassa stagione, ma il revisore dei conti dice no al “salasso dei turisti”. L’opposizione attacca: “Contestiamo la scelta di voler estendere l’imposta anche alla bassa stagione , considerando oltretutto che l’alta stagione da loro individuata ricopre già un periodo molto esteso. È come se un negoziante per attirare i clienti decidesse di aumentare i prezzi piuttosto che applicare degli sconti”

Il Comune di Pula prova ad estendere la tassa di soggiorno anche in bassa stagione, ma il revisore dei conti dice no al “salasso dei turisti”. La maggioranza che sostiene il sindaco Carla Medau ritira il punto in consiglio comunale, l’opposizione va all’attacco: “Come consiglieri comunali abbiamo più volte espresso le nostre perplessità- scrivono in una nota i consiglieri Elisabetta Loi, Angelo Pittaluga, Andrea Abis e Donatella Fa- riguardo alle modifiche del regolamento dell’imposta di soggiorno proposte dalla maggioranza, che introducevano aumenti e nuovi categorie da sottoporre a vessazioni fiscali. Già in commissione statuto e regolamenti abbiamo sottolineato la nostra contrarietà, sino ad arrivare ad esprimere voto contrario sul regolamento.

Quello che noi contestiamo è soprattutto la scelta di voler estendere l’imposta anche alla bassa stagione , considerando oltretutto che l’alta stagione da loro individuata ricopre già un periodo molto esteso (1° aprile -31 ottobre), di fatto non coincidente con il turismo balneare. Tra l’altro riteniamo che l’obiettivo che loro si prefiggono , ovvero quello di allungare la stagione turistica, non possa essere raggiunto aumentando i costi, anche se in modo  irrisorio, alle spese già elevate di chi sceglie la Sardegna e più precisamente Pula come meta dei propri viaggi. È come se un negoziante per attirare i clienti decidesse di aumentare i prezzi piuttosto che applicare degli sconti. Oltretutto non avendo mai presentato in questi anni un rendiconto analitico di come l’imposta sia stata spesa , risulta ancora più complicato valutare le loro scelte e le tanto millantate necessità.

Vorremmo inoltre puntualizzare la scelta di iscrivere all’ordine del giorno il punto senza aver avuto prima il parere del revisore, che tra l’altro si è rivelato non favorevole. Decisione che dimostra , per quel che ci riguarda, come da un punto di vista amministrativo si faccia ancora fatica a capire l’ABC degli iter procedurali, per non voler pensare che sia invece solo segno di eccessiva autostima.  Scelta che ha portato di fatto  ad una lunga e accesa discussione conclusasi con il ritiro del punto all’ordine del giorno.

Se per una volta avesse lasciato da parte la presunzione e l’autoritarismo, forse avrebbe evitato questa pessima figura e , soprattuto , l’avrebbe evitata al Comune. Anche in questo campo, come vediamo , c’è una “prima volta”, purtroppo negativa”. Il no del revisore dei conti Gianmarco Trudu è arrivato con un verbale dello scorso 11 settembre, ed esprime parere negativo anche per evitare “contenziosi di difficile gestione giudiziaria”. 


In questo articolo: