Pula da oggi ha un nuovo bellissimo parco comunale con 16mila metri quadri immersi nel verde

Era presente la sindaca Carla Medau che ha sottolineato l’assoluta necessità di questo tipo di intervento: «Tutti i prossimi progetti sul verde in città saranno realizzati in continuità con questa impostazione. Investire sul verde non significa solo offrire benessere e salute alle persone, ma anche promuovere ricchezza nel territorio”


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Da oggi Pula ha un nuovo e molto importante parco comunale. Il progetto di forestazione urbana “Un bosco in città” eseguito dallo studio cagliaritano DMC Architetti, è un intervento da 16 mila mq di area verde per un costo complessivo di 300.000 euro. Un luogo ideato come punto di aggregazione sociale ed educazione ambientale dedicato ai giovani, ma anche uno spazio protetto per anziani e famiglie, residenti e turisti.

La realizzazione del progetto paesaggistico prevedeva due lotti di lavorazione, il primo concluso nel 2019 e il secondo che ha visto la luce oggi. Sono stati messi a dimora in totale 165 alberi ornamentali1179 arbusti (fruttiferi e di macchia mediterranea), 500 erbacee perenni30 piante da frutto270 officinali e svariati rampicanti e specie rupestri.

«Si tratta di un intervento di prevenzione in grado di anticipare calamità naturali e cambiamenti climatici» spiega Teresa De Montis, titolare dello studio incaricato del progetto. Gli obiettivi del team multidisciplinare erano due. Da una parte esplicitare la vocazione del territorio, dall’altra procedere alla rigenerazione urbana e ambientale: «Siamo partite dal recupero della memoria attraverso i racconti degli anziani, perché prima ancora di progettare uno spazio è importantissimo conoscerne le caratteristiche, i tratti distintivi, in modo che il lavoro alla fine rispetti la memoria, l’identità e la storia dei luoghi e dei suoi abitanti. Poi ci siamo concentrate sulla rigenerazione ecologica e ambientale. Dagli studi di settore emerge che nel contesto urbano, i modelli semplificati, ossia quelli che prevedono la piantumazione di sole specie autoctone, sono riduttivi, perché non sono in grado di raccontare le diverse realtà isolane. Da paesaggisti non possiamo non tenere conto della storia dei luoghi e del loro contesto. Accanto alle coltivazioni locali abbiamo inserito dunque alcune specie naturalizzate che interagiscono perfettamente con quelle indigene. Mi riferisco ad esempio ad alcune provenienti da Africa, Asia e America accuratamente selezionate per garantire un sistema di biodiversità capace di rispondere a tutte queste esigenze. La scelta di una flora così eterogenea per provenienza, prende spunto proprio dalle origini della civiltà di Nora, importante porto del passato, crocevia di scambi commerciali e culturali tra uomini di diverse nazionalità».

Con riferimento al progetto di educazione ambientale l’architetta De Montis aggiunge: «Gli istituti scolastici attorno al parco e in particolare le attività della scuola alberghiera, troveranno in questo scenario naturale anche un luogo di studio. Un’aula a cielo aperto potrà ospitare le attività didattiche dedicate al paesaggio. Proprio oggi una rappresentanza di studenti – tecnici di Campus Sardegna Paesaggio organizzata dal Formez Pa, ha potuto visitare il luogo per una lezione sulle specie messe a dimora». Era presente la sindaca Carla Medau che ha sottolineato l’assoluta necessità di questo tipo di intervento: «Tutti i prossimi progetti sul verde in città saranno realizzati in continuità con questa impostazione. Investire sul verde non significa solo offrire benessere e salute alle persone, ma anche promuovere ricchezza nel territorio».


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