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Home campidano

Progetto Eleonora, il Tar rinvia al 13 gennaio

di ingrid
22 Giugno 2017
in campidano, sardegna

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Il Tribunale amministrativo della Sardegna ha rinviato alla prossima udienza utile, il 13 gennaio 2015, la discussione sull’istanza di sospensiva presentata dalla Saras S.p.a. Il ricorso punta ad annullare il provvedimento emesso lo scorso 9 settembre dal Servizio ambiente e Valutazione impatti dell’assessorato Ambiente della Regione, che aveva dichiarato improcedibile – prima ancora di completare la Valutazione d’impatto ambientale – il cantiere per la ricerca di metano in Comune di Arborea (Oristano).

Questa mattina, i giudici della Seconda sezione del Tar hanno preso atto della decadenza del contendere rispetto al primo ricorso presentato dall’azienda contro il silenzio-inadempimento della Regione, prima che questa si esprimesse. Poi, in seguito alla decisione del 9 settembre, l’azienda aveva depositato motivi aggiunti perché certa dell’illegittimità dell’archiviazione.

No progetti alternativi. Il ricorso al Tar rientra nell’ambito della procedura di Via relativa esclusivamente alla fase di esplorazione. Qualsiasi altra valutazione su stadi successivi, come pure su presunti progetti “alternativi”, è impropria e foriera di ambiguità, anche perché non oggetto del procedimento autorizzativo in corso.

Via solo per esplorazione. A garanzia di maggior chiarezza, l’azienda ribadisce che se la richiesta di esplorazione devesse superare la dichiarazione di improcedibilità, e concludersi con una positiva valutazione, sarebbe avviato solo il cantiere per l’attività di ricerca, della durata presunta di sei mesi. In caso di conferma della presenza di gas metano, sarà la Regione Sardegna, quale unica proprietaria della risorsa, a decidere come procedere. A quel punto, il privato potrebbe chiedere una concessione e presentare una nuova richiesta di Valutazione d’impatto ambientale, allegando un secondo studio sui possibili scenari di coltivazione. Va da sé che, al termine di quella seconda procedura di controllo, l’eventuale sfruttamento avverrebbe solo con modalità che la Regione Sardegna avrà valutato come compatibili con l’ambiente. A fronte di tale coltivazione, alla Ras rientrerebbero royalties e tasse per un totale di 540 milioni di euro, in caso di sfruttamento totale del giacimento.

Progetto trasparente. Tutti gli elementi utili per comprendere la fase esplorativa del Progetto Eleonora sono a disposizione dei cittadini, perché contenuti nei documenti depositati al Servizio ambientale Valutazione impatti dell’assessorato regionale all’Ambiente. Il materiale è inoltre disponibile sul sito internet Saras.it.

Atto dovuto per tutelare azionisti e dipendenti. Il ricorso al Tar è un atto dovuto da parte del Gruppo, presente in Sardegna da oltre 50 anni, a tutela dei suoi azionisti, dei dipendenti e della continuità aziendale. Nel progetto di ricerca del gas metano – risorsa di cui i sardi non dispongono e sulla quale è in corso un acceso dibattito – la Saras ha impiegato fondi e competenze, anche al fine di assicurare la migliore compatibilità ambientale.

Motivo del ricorso. Il principale motivo di ricorso riguarda la mancata valutazione della compatibilità ambientale solo in virtù di una interpretazione del Piano paesaggistico, interpretazione che l’azienda ritiene erronea. Il Savi ha dichiarato improcedibile la Via in base a un parere del Servizio Tutela Paesaggio (STP) Oristano e Medio Campidano che, nell’agosto 2014, ha definito il pozzo esplorativo non compatibile con il PPR. Tutto ciò nonostante, nel 2011, lo stesso ufficio STP non avesse rilevato tale incompatibilità, dando di fatto avvio alla procedura di Via. In riferimento al PPR, si evidenzia come il pozzo esplorativo sia opera temporanea.

Istanza risarcitoria. Oltre ad impugnare il provvedimento di stop del Savi, l’azienda ha aggiunto cautelativamente un’istanza risarcitoria, senza quantificare il danno, che serve solo a tutelare l’importante investimento realizzato da Saras. Il progetto, infatti, aveva già ottenuto dalla Regione, nel 2009, un legittimo permesso di ricerca.

Il Gruppo Saras, la cui attività ha origine nel 1962 per iniziativa di Angelo Moratti, conta circa 1.800 dipendenti, 1.300 dei quali in Sardegna. E’ attivo nel settore energetico ed è uno dei principali operatori italiani ed europei nella raffinazione. Vende e distribuisce prodotti petroliferi sul mercato nazionale ed internazionale, direttamente e attraverso le proprie controllate; produce e vende energia elettrica attraverso le società Sarlux Srl (proprietaria della raffineria di Sarroch) e Sardeolica Srl (Parco eolico di Ulassai). Offre servizi di ingegneria industriale e di ricerca scientifica per il settore petrolifero, dell’energia e dell’ambiente, attraverso la controllata Sartec SpA (con sede a Macchiareddu).

Tags: no piano alternativoprogetto eleonorarinvio
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