Pranzo proibito alle Terme di Sardara, in 6 rischiano il processo

A quasi un anno dal banchetto con oltre 40 partecipanti in zona arancione fra politici, dirigenti regionali, sindaci, vertici sanitari e militari, il sostituto procuratore ha chiuso le indagini preliminari. L’ex comandante del Corpo Forestale Antonio Casula, deve rispondere di omissione di atti d’ufficio, peculato e alcuni falsi vengono contestati al comandante della Brigata Sassari Marco Granari, al tenente colonnello Mario Piras e al caporal maggiore Davide Concas. Dall’accusa di favoreggiamento dovranno difendersi il sindaco di Mandas Umberto Oppus e il responsabile della struttura termale Giovanni Corona.

Sono 6 gli indagati per il pranzo proibito di Sardara, a cui parteciparono una quarantina fra politici, dirigenti regionali, sindaci, vertici sanitari e militari in piena zona arancione, il 7 aprile del 2021, quando nell’isola funestata dal Covid erano scattate restrizioni più severe che vietavano categoricamente banchetti come quello organizzato alle Terme. Il motivo del pranzo, con partecipanti trasversali e tutti con ruoli apicali nella macchina regionale, resta un mistero mai chiarito. Enorme l’eco che la vicenda suscitò anche a livello nazionale, sia per il ruolo dei partecipanti che per l’epilogo, con il blitz della Finanza e improbabili fughe dalla finestra per disperdersi nella vegetazione circostante. La Procura di Cagliari ha ora chiuso le indagini e contesta vari reati a sei persone.

Particolare clamore suscitò la presenza al banchetto dell’ex comandante regionale del Corpo Forestale, Antonio Casula, perché proprio agli agenti forestali erano stati affidati i controlli anti assembramento e la verifica del rispetto delle norme anti Covid: Casula, che esercitava il ruolo di pubblico ufficiale e di ufficiale di polizia giudiziaria, deve rispondere di omissione di atti d’ufficio. Ha sempre sostenuto di trovarsi lì di passaggio e di aver mangiato solo un pezzo di pane prima di ripartire per lavoro, ma non ha mai spiegato perché, trovandosi di fronte a un simile assembramento, non sia intervenuto in virtù proprio del suo ruolo.

Dovrà rispondere di peculato e alcuni falsi il colonnello Marco Granari, comandante del 151° Reggimento Fanteria della Brigata Sassari, così come il suo aiutante, il tenente colonnello Mario Piras, e il segretario, il caporal maggiore Davide Concas. Ai tre vengono contestati anche reati da codice penale militare, dopo che il sostituto procuratore Giangiacomo Pilia  ha ricevuto il fascicolo dell’inchiesta aperta a suo tempo dalla Procura di Roma. L’accusa di favoreggiamento viene contestata al sindaco di Mandas, Umberto Oppus, all’epoca dei fatti direttore generale dell’assessorato regionale agli Enti Locali, e a Giovanni Corona, responsabile della struttura termale. Secondo l’accusa avrebbero favorito i tre militari indagati con testimonianze e versioni concordate sul motivo della loro presenza al pranzo. Sono invece fuori dall’inchiesta altri due big regionali, l’ex direttore generale di Forestas, Giuliano Patteri, e l’ex manager dell’Azienda ospedaliero universitaria di Cagliari, Giorgio Sorrentino, che erano stati iscritti nel registro degli indagati per peculato: gli accertamenti delle fiamme gialle hanno escluso il reato.

I sei indagati potranno ora chiedere di essere interrogati o presentare memorie prima che il pubblico ministero decida se chiedere il rinvio a giudizio e dunque il processo.


In questo articolo: