Povertà in Sardegna, il drammatico rapporto della Caritas Diocesana

Povertà, esclusione sociale, disagi dei cosiddetti nuovi poveri e strategie comuni di associazionismo e Istituzioni. Guardate il VIDEO

Povertà, esclusione sociale, disagi dei cosiddetti nuovi poveri, ma anche strategie comuni di associazionismo e Istituzioni. Nel rapporto preparato dalla delegazione regionale della Caritas Sardegna, illustrato questa mattina a Villa Devoto, don Marco Lai, con Monsignor Arrigo Miglio e Monsignor Giovanni Paolo Zedda (responsabile della Pastorale Carità in Sardegna), insieme al governatore della Sardegna Francesco Pigliaru, all’assessore Regionale al Lavoro Virginia Mura e al responsabile Centro studi e ricerche Caritas Sardegna, Raffaele Callia, hanno messo in luce la drammatica situazione vissuta da migliaia di famiglie sarde. Lo scopo è di poter ripartire da questo dossier per intervenire in concreto con politiche sociali adeguate e dare risposte alla collettività: “Occorre porre le basi con l’istruzione pubblica – ha detto Pigliaru – combattere il fenomeno emarginazione già dalla dispersione scolastica, la povertà deve essere combattuta alla radice,  cercando di attivare con le famiglie una collaborazione proficua, integrante, senza rassegnarsi, anche con un valore costante e di opportunità rappresentato da progetti sociali e di aiuto economico che stiamo attivando nelle sedi opportune”.

Don Marco Lai ha ribadito l’importanza di confrontare i dati numerici dei report sul tema povertà, (sintetizzati dalle dieci caritas diocesane nell’Isola), con il fattore lavoro e disagio, per creare un fronte comune e ridare dignità morale ai bisognosi. L’assessore regionale Mura ha invece sottolineato l’imminente avvio dei corsi professionali per i giovani, dei piani integrati territoriali per i quartieri a rischio, il rafforzamento delle attività di integrazione sociale e lavorativa dei centri dell’impiego (ex uffici di collocamento).

Timido segnale di ripresa economica in Sardegna, ma nel 2015 (stando alle fonti Istat), sono circa 107.400 le famiglie sarde in condizione di povertà, (erano circa 107.800 nel 2014), i 40enni i soggetti più fragili, che ad esempio hanno perso prematuramente il lavoro, più esposte anche le donne che si fanno carico dei disagi più evidenti. All’incontro odierno, anche una delegazione dei giovani di Caritas e associazionismo, impegnati quotidianamente sul fronte di sostegno delle persone svantaggiate.

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