Pinuccio Sciola: “Cagliari più bella, tre mie sculture a Terrapieno”

Intervista allo scultore di San Sperate dopo le polemiche sul murale cancellato: “Tutti insieme possiamo rendere Cagliari più bella: ecco come”


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Parla il  Maestro Pinuccio Sciola, lo scultore di San Sperate di fama internazionale, conosciuto per i suoi murales e le sue sculture. Soprattutto per le “pietre sonore”esposte in tutto il mondo, e fonte di ispirazione per artisti, musicisti e compositori. Da qualche settimana il suo murale “Le tre pietre” nella facciata del palazzo in piazza Repubblica non esiste più, ma l’artista annuncia che presto alcune sue sculture potranno essere ammirate ai giardini del Terrapieno. “Si tratta di tre sculture che ho già completato – fa sapere l’artista – A breve verranno posizionate e inaugurate”.

Qualche settimana fa la polemica sul suo murale in piazza Repubblica, eliminato per questioni di sicurezza insieme alla facciata che cadeva a pezzi. Il Comune le ha proposto di realizzare qualche altra opera?

Per ora nessuna proposta ufficiale. Su quanto è successo non attribuisco la colpa a nessuno, né ai proprietari dell’immobile, né all’amministrazione, l’unica cosa che lamento è che sarebbe bastata una telefonata per avvisarmi. Qualsiasi oggetto esposto agli agenti atmosferici si deteriora, ma il murale di piazza Repubblica era entrato nella memoria di Cagliari proprio per quel suo aspetto un po’ usurato dal tempo. Ho sperato fino all’ultimo che i proprietari facessero ai cagliaritani una piacevole sorpresa, cioè far realizzare un’altra opera, anche da qualche altro artista. Purtroppo così non è stato. Ma, come dico sempre io, per qualsiasi evento bisogna cogliere gli aspetti positivi, e questo episodio può essere l’auspicio perché qualche artista possa utilizzare altre facciate di Cagliari per realizzare delle opere, non necessariamente dei murales, che se vogliamo sono ormai obsoleti. Ma altre espressioni di creatività che possano contribuire alla costruzione di una città culturalmente elevata.

Secondo lei Cagliari è una città che valorizza la cultura?

Non voglio, e non posso quantificare l’operato dell’amministrazione in questo senso. So solo che stanno operando nel settore della cultura, e penso soprattutto al grande progetto per la candidatura di Cagliari come capitale europea della cultura per il 2019. Ma probabilmente i risultati si vedranno nei prossimi anni. Io cercherò di contribuire per quello che posso, e per ora sono stato coinvolto in un progetto nei giardini del Terrapieno: verranno montate tre mie sculture che ho già ultimato, le vedrete a breve quando verranno inaugurate.

A Cagliari, e in generale in tutta l’isola, le capacità degli artisti vengono valorizzate? Cosa dovrebbero fare le istituzioni?

In generale no, e non mi riferisco solo all’attuale Giunta. Le amministrazioni possono intervenire soprattutto per quanto riguarda la gestione degli spazi, mentre per l’aspetto economico serve il coinvolgimento delle banche. Io auspico che una sorta di mecenatismo, che esisteva in altri tempi, possa e debba tornare. Ci sono tanti giovani sardi che hanno enormi potenzialità, capaci di valorizzare questo grande museo artistico che è la Sardegna. Ma serve un aiuto dalle istituzioni, almeno per l’acquisto del materiale necessario.


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