Piero Marras, una poesia senza tempo che incanta Dolianova

Il cantautore nuorese a Dolianova per la festa di San Biagio riempie la piazza

Ha riempito Piazza Europa ieri Piero Marras a Dolianova.

Nè poteva essere diversamente, dato che accade sempre durante i suoi numerosi concerti, in cui ormai, unendo i colori e i profumi della Sardegna alla carica rivoluzionaria dei suoi testi e dei suoi ritmi, regala emozioni a piene mani, anche alle nuove generazioni. Scegliendo dal suo vasto repertorio, ha regalato pezzi nuovi e vecchi, a cominciare dal vecchio testo dell’album del ’78 “Fuori campo”, col pezzo ormai celeberrimo “Diglielo tu Maria”. Il connubio tra la ‘nuragicità’ e tutte le nuove sonorità piace tantissimo, non solo ai sardi, presso i quali ama definirsi ‘il cinghiale’: una voce, che negli anni è diventata sempre più armoniosa, pastosa, fondendosi, sia nella tradizione ‘in limba’, sia accedendo a musicalità nazionali, guida un gruppo ormai d’eccezione, che lo accompagna alla perfezione per voci e strumenti magistralmente suonati.

Ieri ha ripercorso i suoi temi prediletti, la pace, l’amore, gli odi secolari che si perpetuano nella memoria della sua terra (Osposidda), le nefandezze degli assalti al territorio (Quirra), in testi che ormai possono essere annoverati nel patrimonio poetico sardo. Pensiamo a “Si deus cheret”, nota espressione contro tutte le guerre, anche sociali: “Da questa nuvola/si vedono i complessi megalitici/ma qui perfino la preistoria/è appalto degli italici/e a guardar bene giù/tra coste smeraldino cementifere/non è superfluo domandare dove è finito il mare?”.

E il concerto non poteva finire se non sulle note di Rundinedda : Rundinedda , rundinedda/ naramilu s’in beranu/as a benner dae innedda/a imbentare su manzanu. « C’è una frase molto bella come saluto”, ha detto alla fine: “A nos bidere semper sanos”. Possiamo aggiungerne un’altra che è venuta fuori dal nulla durante un backstage: “A nos bidere semper sardos”»


In questo articolo: