Piana di San Lorenzo: “Non ci fanno costruire, però paghiamo l’Imu”

La rabbia dei proprietari terrieri di San Lorenzo che si rivolgono al sindaco: “Si tratta di una vera estorsione legalizzata: abbiamo i terreni edificabili ma non ci fanno costruire. E ci salassano con l’Imu e le ingiunzioni di Equitalia: il sindaco deve intervenire”


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Nella piana di San Lorenzo 500 ettari resi edificabili con il Puc del 2004, ma di fatto mai utilizzati. Ora i 145 proprietari dei terreni lungo la 554, vicino al contestato e mai nato quartiere di Su Stangioni, insorgono contro le richieste di pagamento dell’Ici, ora Imu, relative a questi anni, e chiedono “il congelamento immediato di una imposizione fiscale iniqua e truffaldina”, definendola “una vera e propria estorsione legalizzata”. Un anno e mezzo fa ci fu un incontro con il sindaco Massimo Zedda e l’assessore all’Urbanistica Paolo Frau, in cui i proprietari avevano dichiarato di essere disposti al declassamento delle aree in terreni agricoli in modo da pagare solo il valore catastale, decisamente inferiore rispetto a quello venale previsto per i terreni edificabili. Da allora niente è cambiato, nonostante l’impegno del sindaco a trovare una soluzione. Ora i proprietari scrivono una lettera dai toni duri, e annunciano azioni clamorose in caso di mancato riscontro da parte delle istituzioni.

“Siamo esasperati e arrabbiati – scrivono nella lettera inviata al sindaco di Cagliari, al presidente del Consiglio, e a tutti i capigruppo – perché l’Ufficio Tributi comunale da anni ci perseguita con richieste di pagamento Ici attribuendo a quelle aree, che valgono meno di niente, valori folli. Nel 2010 ci siamo rivolti all’allora sindaco Emilio Floris, e un anno e mezzo fa all’attuale primo cittadino Massimo Zedda, da allora solo impegni ma nessun fatto concreto. Ad oggi, infatti, non solo continuano a pervenire con regolarità gli avvisi di accertamento per gli anni pregressi dal 2004, ma anche le ingiunzioni di pagamento da parte di Equitalia”.

Da parte dei proprietari dei lotti la consapevolezza che in quelle aree sia impensabile poter costruire, anche alla luce del dissenso dichiarato dal sindaco nei confronti di Su Stangioni, e che la decisione di trasformare i terreni in edificabili sia stata presa a suo tempo dal Comune per “fare cassa”. “E’ iniquo e vessatorio – sottolineano i proprietari – continuare a determinare il valore degli immobili, e di conseguenza quantificare l’imposta dovuta, sulla base di una pretesa, continuamente sconfessata da tutti i livelli, edificabilità dei terreni. Con la consapevolezza che tale edificabilità, qualora si attuasse, non avverrebbe prima di vent’anni. Siamo allo scandalo e alla vergogna che ogni componente di questa amministrazione dovrebbe sentire nel sapere di trarre profitto da un quadro normativo palesemente iniquo per i cittadini”.

La richiesta è una soluzione immediata del problema da parte del sindaco. “Chiediamo che Zedda rilasci dichiarazioni pubbliche inequivocabili che ci tranquillizzino sul congelamento immediato delle richieste tributarie Ici, ora Imu, per gli stessi suoli che lui stesso ha proclamato più volte di non voler consumare. Quindi sostituire tutti quei valori insensati per le aree di San Lorenzo con valori catastali delle aree agricole, in vista di un imminente declassamento urbanistico di quei suoli. In alternativa il sindaco confermi la volontà da parte del Comune di procedere con il programma di urbanizzazione della zona, facendo però seguire atti concreti di attuazione”. In caso contrario i proprietari annunciano azioni clamorose.


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