“Pelù vieni a mangiare a Perdasdefogu”

In un video gli abitanti di Perdas invitano in paese il cantante dopo che questi ha paragonato il centro ogliastrino a Hiroshima. Truzzu, Fdi: “I poligoni e la ricerca aerospaziale sono una risorsa”

I cittadini di Perdasdefogu, attraverso un video, invitano Piero Pelù a visitare il loro paese, dopo che il cantante ha paragonato il piccolo centro dell’Ogliastra a Hiroshima e Chernobyl per la presenza del poligono militare.

Il video è stato pubblicato sul canale Youtube (https://youtu.be/u6mJmtzZi6s) di Paolo Truzzu, Consigliere di Fratelli d’Italia-An, che appare assieme a Nicolò Manca, primo generale sardo della Brigata Sassari, e smontano la vulgata comune sui danni dei poligoni militari sulla salute dei cittadini.

“Questo video è la risposta diretta dei cittadini ogliastrini alle accuse di Pelù, visto l’assordante silenzio da parte della Giunta regionale di centrosinistra che non ha difeso in alcun modo la popolazione e tutelato il territorio da possibili seri danni che certe sparate qualunquiste possono procurare”, spiega Truzzu.

L’esponente del movimento di Giorgia Meloni ricorda alcuni dati sull’incidenza della presenza militare in Sardegna che è stata definita “la prima azienda sarda con circa cinquemila stipendi, con una ricaduta e un indotto considerevoli per quanto riguarda affitti, tributi locali, edilizia, consumi ecc. Quotidianamente viene ventilato il mancato sviluppo dovuto ai 220 kmq di territorio di proprietà del demanio militare (circa lo 0,5% dei 24.090 kmq della superficie isolana) e agli 80 km di coste incluse nei poligoni (circa il 4% dei 1800 km di costa, considerando anche le isole minori), sicuramente un’esagerazione”, commenta Truzzu. “A questo punto sorge però spontanea una domanda: possibile che quello 0,5 % del territorio e quel 4% delle coste siano determinanti per l’economia isolana e, soprattutto, non siano equilibrati dagli stipendi e dagli indennizzi, cioè dalla ricaduta economica che pesa sull’altro piatto della bilancia?”, si chiede.

Ma anche per quanto riguarda la salute dei cittadini “sarebbe bastato ai tanti scettici accecati da una visione partigiana e antimilitarista dare un rapido sguardo ai numerosi articoli apparsi sulla stampa nazionale e locale sul numero dei centenari presenti nelle aree interessate dai poligoni”, spiega Truzzu. Il 21 agosto 2012, il Corriere della Sera, con un articolo in prima pagina informava l’Italia che il guinness mondiale di longevità era stato consegnato ai nove fratelli Melis abitanti a Perdasdefogu. Il 27 settembre 2014, L’Unione Sarda riferiva che due ricercatori dell’Università di Cagliari, Luca Gaviano e Donatella Petretto, avevano scoperto che una delle ‘blue zone’ del mondo è il paese di Teulada, altra area su cui grava un poligono. Non solo. Il primo aprile 2015, L’Unione Sarda informava che i poligoni sardi avevano superato l’esame dell’Arpas (Agenzia regionale per l’ambiente) e risultati della analisi approvati dalla Regione. Nello stesso giorno, La Nuova Sardegna informava: “Quirra, Salute a rischio? Uno studio lo nega”. Il 17 giugno 2015, L’Unione Sarda parlava dei centenari sardi di Perdas, dell’Ogliastra e di Teulada. Tanto che 50 membri dell’Icc (Comitato internazionale dei centenari) sono in Sardegna per capire come mai proprio a Perdas e a Teulada, oltre che a Okinawa, altra tappa del loro viaggio, la gente viva così a lungo. Il 18 giugno 2015, L’Unione Sarda titolava: “Perdasdefogu. La blue zone. L’elisir di lunga vita”.

Al di là dei numeri dei centenari, “i poligoni e la ricerca aerospaziale, in chiave duale, che in essi si può sviluppare sono una risorsa, portano denaro, posti di lavoro, possono trasformare la Sardegna in un centro di eccellenza internazionale, con importanti ricadute anche in ambito civile”, conclude. “D’altronde molte tecnologie, ora di uso comune, sono nate e sono state sviluppate in ambito militare e oggigiorno gran parte delle esercitazioni avvengono in modalità simulata, attraverso la cosiddetta guerra elettronica, senza la necessità di sparare realmente”.