Pellet introvabile anche nel Medio Campidano, tutti in fila questa mattina per aggiudicarsi uno o più sacchi del ricercato combustibile: carrelli segna posto fuori da un negozio a Serramanna dalle 7 del mattino, un’ora e mezza prima dell’apertura.
Va a ruba, il pellet arriva in quantità inferiore rispetto alle richieste e per chi ha optato per il riscaldamento alimentato dall’agglomerato, reperirlo è diventata un’odissea.
Tra gli interessati si sparge la voce di quando il carico sarà disponibile nei negozi e, immancabilmente, si forma la fila per essere tra i primi fortunati.
Causa maltempo, questa mattina fuori da un negozio situato nella periferia del paese, i carrelli hanno funzionato anche come segnaposto: personalizzati con un nastro o un ombrello, i “proprietari” si sono rifugiati in macchina per attendere l’orario di apertura.
Sul caso del pellet introvabile e dei rincari dei prezzi che si stanno registrando a danno dei consumatori, scende in campo Adiconsum Sardegna che ha annuncia la presentazione di un esposto alle Procure della Repubblica e all’Antitrust.
“Al di là delle responsabilità nelle ritardate forniture agli esercizi della Sardegna, è intollerabile che qualcuno pensi di arricchirsi sfruttando lo stato di necessità delle famiglie – ha spiegato il presidente Giorgio Vargiu – Per tale motivo abbiamo deciso di presentare un esposto alle Procure di Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano, Lanusei e Tempio Pausania affinché aprano una indagine volta ad accertare possibili reati come quello di manovre speculative su merci, che punisce con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa fino a 25.822 euro “chiunque, nell’esercizio di qualsiasi attività produttiva o commerciale, compie manovre speculative ovvero occulta, accaparra od incetta materie prime, generi alimentari di largo consumo o prodotti di prima necessità, in modo atto a determinarne la rarefazione o il rincaro sul mercato interno”.













