“Pavoni uccisi davanti ai custodi in lacrime, fermiamo il massacro di Monte Urpinu”

L’appello di Simone Masala a Radio Zampetta Sarda: “Sono solo un cittadino di Cagliari che chiede che non vengano uccisi animali sani senza un test. Ci sono un sacco di persone disperate come me, che non capiscono perché la Asl abbia trasformato il Parco di Monte Urpinu in un cimitero nel nome della sicurezza dei cittadini”

Simone Masala, non attivista animalista, ma cittadino di Cagliari a Radio Zampetta Sarda, autore di questa bellissima panoramica di Monte Urpinu, ripresa dal drone.

Ci uniamo al suo appello per fermare il massacro dei poveri superstiti.

“Mi chiamo Simone Masala, non sono un attivista animalista, non sono vegetariano. Sono solo un cittadino di Cagliari che chiede che non vengano uccisi animali sani senza un test. Ci sono un sacco di persone disperate come me, che non capiscono perché la Asl abbia trasformato il Parco di Monte Urpinu in un cimitero nel nome della sicurezza dei cittadini. Questa menzogna secondo alcuni dovrebbe giustificare l’uccisione frettolosa e maldestra di animali domestici, di interesse educativo, parte di un ecosistema magico che ha reso Monte Urpinu un luogo piacevole dove noi siamo cresciuti da bambini. Monte Urpinu non è della ASL, che avrebbe fatto meglio a curarne la condizioni igienico sanitarie in cui versa negli anni. Non e nemmeno dei politici che vanno e vengono.

È di Cagliari. E gli animali sabato scorso sono stati uccisi sabato senza aver fatto test sugli esemplari vivi. Uccisi con metodi da allevamenti intensivi. Senza sedazione. Davanti agli occhi dei custodi in lacrime. Fermiamo il massacro dei superstiti. Deve mobilitarsi la popolazione. Non solo gli attivisti. Se uccideranno i pavoni sani nel nome di un presunto virus, cosa faranno dopo? Lunedì abbiamo impedito alla Asl di completare la strage. Ci serve aiuto. Persone educate, adulti, bambini, famiglie, anziani, i veri proprietari di Monte Urpinu vengano a salvare il loro parco. Noi siamo lì. Ai cancelli. Dalle 6 alle 16. Serve aiuto! Non a noi, ma al Parco di Monte Urpinu”.

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