Paolo Casu, il consigliere generoso: “In Consiglio rinuncio ai soldi”

Un atto notarile e una promessa scritta del candidato con Sel: “Se verrò eletto consigliere regionale, mi rifiuterò di prendere i cinque stipendi di chi sta dentro il Palazzo”


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Quella di Paolo Casu, consigliere comunale del Comune di Cagliari, è una vera e propria crociata personale contro le indennità. In vista delle prossime elezioni regionali, con un atto sottoscritto di fronte al notaio Stefano Casti, nel caso di una sua elezione Casu rinuncerà totalmente alla retribuzione da consigliere, e verserà ad un fondo regionale il suo obolo. I cittadini, se Casu non rispetterà tale atto, potranno citarlo in giudizio. I fondi verranno elargiti ad enti ed associazioni di volontariato. “Mi accusano di essere ricco – dice Casu – ma io faccio semplicemente il mio lavoro dal 1989: sono un dipendente sanitario della ASL, e sono certamente convinto di essere più fortunato di altri operai o cassa integrati. Posso vivere anche senza i 10 mila euro dell’indennità da consigliere – continua il candidato indipendente nella lista Sel – perché il consiglio si riunisce periodicamente e non tutti i giorni, perché ritengo di avere la preparazione e la cultura per poter fare disegni di legge, e soprattutto ho il desiderio preciso di abbattere i costi della politica. Mi rifiuto – rincara Casu – di prendere i cinque stipendi di un consigliere: credo semplicemente nei valori della politica, non sono populista. E rinuncio, anche se non esistono più, alla pensione di indennità di carica e alla buonuscita: come hanno ampiamente dimostrato, i politici tendono a rimettersi i privilegi senza troppi problemi”. Casu lancia una stoccata al gruppo editoriale Unione Sarda e, in generale, alla stampa isolana : “Non esiste una informazione libera in Sardegna, e la dimostrazione di ciò è la vostra sola presenza in questa conferenza stampa. Perché – si chiede Casu – non fa notizia un candidato che decide di rinunciare alla propria indennità? Che fastidio può dare?”
 
Matteo Meloni