Odonomastica inesistente ad Assemini: “piazza Martiri assente”

Lo sfogo di un cittadino, Luigi Scalas: piazza Martiri “inesistente per Google e l’indicazione porta a Siliqua”.


Per le ultime notizie entra nel nostro canale Whatsapp

“Stiamo parlando del centro, proprio ubicata nel suo centro storico e pertanto frequentata moltissimo dalla Comunità asseminese”. Il riconoscimento del titolo che gli spetta, insomma, sia per dovere che per necessità, questa è la richiesta di Scalas che evidenzia come, addirittura, siano stati i residenti a identificare il luogo per agevolare il postino. “Potrebbe essere una dimenticanza anche accettabile ( ma non lo è affatto) se questa Piazza fosse stata molto in periferia e quindi un luogo non molto trafficata.

Si potrebbe per esempio menzionare che questa storica piazza Martiri è attraversata dalle tante persone che si recano nella Parrochiale di San Pietro per ascoltare la Messa domenicale, sia anche per le varie funzioni religiose, che si svolgono durante la settimana.

Si ritiene che questa nostra anziana concittadina di 95 anni non abbia scritto su un semplice pezzo di carta il nome di Piazza Martiri tanto per divertirsi, ma lo abbia fatto anche per un senso civico: la mia abitazione si trova in piazza Martiri” prosegue Scalas.

“Veracità che del resto si potrebbe benissimo verificare dagli stessi documenti comunali, oltre anche dalle carte di identità rilasciate dallo stesso Comune a quei cittadini i quali, in questa piazza, hanno la loro residenza e pertanto sono state rilasciate ai cittadini che abitano in questa piazza ( anche se ad onor del vero risultano essere ben pochi)”.

“Questo mettere questo pezzo di carta con su scritto ” Piazza Martiri” potrebbe essere stato fatto anche su sollecitazione dello stesso postino, che non sapendo dove si trovasse questa via, attraverso varie peripezie nel consegnare la posta, abbia sollecitato la stessa famiglia ad indicare la suddetta piazza”. Non solo: “Poi ora esiste anche una anomalia, infatti su Google Maps questa piazza non esiste ad Assemini.

Ma facendo un esempio: se una persona, la quale è censita regolarmente nel Comune come essere abitante in questa piazza, il quale desse queste coordinate a uno qualsiasi, il tipo che cerca su Google, questa piazza risulta essere inesistente e l’indicazione lo porta a Siliqua”. Varie le segnalazioni inoltrate al Comune, come quella che riguarda “la targa stradale che doveva segnalare la via Oberdan è completamente sbiadita e risulta essere illeggibile.

Nello specifico dal momento che ho abitato a casa dei miei  nonni per 20 anni, esattamente  al numero 1 di questa piazza, a destra di questa casa, con un grande portone, esisteva la targhetta Piazza Martini mentre la targa stradale indicante via Oberdan risultava a sinistra.

Sembrerà anche sfrontato per ” i politici” quanto esposto, ma dal momento che un semplice cittadino per un senso civico denuncia questi fatti e dopo quasi un anno non viene ascoltato nonostante sia stato leso un proprio diritto, visto che la stessa legge indica obbligatoriamente che ogni cittadino abbia la dovuta individuazione indicante la via o piazza in cui ha la propria residenza e domicilio.

Tutte cose elencate nella propria Carta D’identità rilasciata dallo stesso Comune e ovviamente nel Codice Civile che ” risponde alle ineludibile esigenze di identificazione ed anche di informazioni che connettono persone alla società”.

Ma la risposta sicuramente sarà che è sfuggito e anche quella ridicola che la piazza in oggetto non è menzionata in Google. Oppure che, non si ha personale, probabilmente anche che non ci sono soldi.

Ma il cittadino comune può obiettare a tutte queste eventuali e probabili risposte e rispondere?

Palesemente un cittadino potrebbe anche obiettare: ma per quale motivo si trovano queste risorse soltanto per fare delle cose che possono essere carine, ma non necessarie rispetto a riposizionare queste indicazioni stradali ( vedi Mattonelle dell’amore ecc)

Sono scelte politiche e tu che sei un semplice cittadino non conti nulla e non hai neppure la possibilità  di essere ascoltato pertanto vige la legge: Prete sono e messa canto, oppure per dirla in lingua sarda Cai inzabara e procu pasciri”.

 


In questo articolo: