Gianfranco Angioni USB Sanità: “Basta annunci e viaggi della speranza, servono fatti concreti e personale per la rianimazione pediatrica”.
«Apprendiamo con attenzione dell’annuncio della presidente della Regione Alessandra Todde riguardo alla prossima apertura entro l’anno della prima terapia intensiva pediatrica in Sardegna, presso l’Arnas Brotzu, in collaborazione con l’ospedale Bambino Gesù di Roma», dichiara Gianfranco Angioni, Responsabile Regionale USB Sanità.
«Se da un lato riconosciamo che è un progetto importante per il futuro, dall’altro non possiamo ignorare gli anni di richieste inevase per interventi concreti che garantiscano cure intensive ai bambini sardi. La Regione e i vertici ospedalieri sono stati sollecitati più volte, ma le risposte restano insufficienti e tardive».
«Le contraddizioni sono sotto gli occhi di tutti», continua Angioni, «all’Arnas Brotzu diverse specialistiche chirurgiche operano in regime di prestazioni aggiuntive; le sale operatorie pediatriche del Microcitemico, completate da anni, non hanno mai visto un utilizzo operativo; la rianimazione del Businco è senza Direttore. Ma il problema più grave è lo stato di emergenza che si vive quotidianamente al Pronto soccorso e nei reparti di Medicina, sempre in overbooking e con personale al limite dell’esaurimento. A queste gravi carenze si aggiunge l’allarmante assenza di personale qualificato, medici e infermieri dedicati, indispensabili per garantire turni stabili e cure sicure. Senza adeguate dotazioni di personale sanitario, persino l’apertura della rianimazione pediatrica rischia di rimanere solo un annuncio vuoto».
«È necessaria una riorganizzazione complessiva della pediatria in Sardegna, che preveda l’integrazione delle strutture esistenti e la creazione di un polo pediatrico unico e funzionale, in grado di garantire cure di alta qualità ai bambini sardi», aggiunge Angioni.
«Non accetteremo che questa iniziativa diventi l’ennesima promessa elettorale o un mero spot mediatico», conclude Angioni. «USB Sanità vigilerà con determinazione affinché si passi dai proclami a fatti concreti: tempi certi, strutture funzionali e, soprattutto, un personale adeguato e stabile per garantire finalmente ai bambini sardi e a tutti i cittadini le cure che meritano e di cui hanno urgente bisogno».











