Una storia di attesa e frustrazione quella raccontata da due genitori di Porto Torres, che preferiscono rimanere anonimi per tutelare la privacy del figlio, un bimbo di 2 anni che chiameremo Luca recentemente diagnosticato con autismo di livello 3, la forma più severa.
La diagnosi, ricevuta a dicembre 2025, richiederebbe interventi immediati, ma la pratica presentata all’INPS di Sassari l’11 dicembre è ancora ferma dopo 82 giorni. “Nonostante la gravità del caso – spiega la madre – tutto tace. Per garantire al mio bambino un percorso terapeutico, siamo costretti a pagare le terapie di tasca nostra, con costi mensili tra 280 e 400 euro”.
Un impegno economico rilevante, difficile da sostenere per molte famiglie, che mette in evidenza una problematica condivisa da diversi genitori del sassarese ma in generale della Sardegna.
La denuncia della famiglia non è una richiesta di privilegi, ma un appello affinché l’INPS rispetti i tempi di legge, consentendo a Luca e ad altri bambini con bisogni urgenti di ricevere le valutazioni e gli interventi necessari senza ulteriori ritardi. “Non possiamo permetterci di aspettare i tempi biblici della burocrazia – conclude – i nostri figli hanno bisogno di aiuto adesso”.











