La FIPE Confcommercio Sud Sardegna esprime forte preoccupazione per il rischio concreto di un ridimensionamento o di un progressivo disimpegno di Ryanair dagli aeroporti sardi, una prospettiva che avrebbe conseguenze gravissime non solo sul sistema dei trasporti, ma sull’intera economia turistica e commerciale del Sud Sardegna.
A pochi mesi dall’avvio della stagione estiva, il confronto tra la compagnia aerea e la Regione Sardegna appare ancora bloccato sul nodo delle addizionali comunali che gravano sui biglietti aerei, rendendo i collegamenti da e per l’Isola meno competitivi rispetto ad altre destinazioni. Un tema che Ryanair ha già affrontato con decisione in altri territori, come la Spagna, dove la mancata riduzione dei costi ha portato a tagli drastici di rotte e passeggeri. E segnali analoghi non possono essere esclusi per la Sardegna, dove la compagnia rappresenta circa il 62% dei collegamenti complessivi.
«Per il Sud Sardegna – sottolinea FIPE – la perdita anche parziale di Ryanair significherebbe meno arrivi, meno presenze e un impatto diretto e immediato su bar, ristoranti, pubblici esercizi e sull’intera filiera dell’accoglienza». Un calo dei flussi turistici si tradurrebbe inevitabilmente in meno lavoro, meno occupazione stagionale e minori incassi per migliaia di imprese già messe a dura prova dall’aumento dei costi energetici, delle materie prime e dall’inflazione.
La proposta regionale di intervenire sulle addizionali solo per la stagione invernale, pur andando nella direzione della destagionalizzazione, rischia di essere insufficiente per garantire stabilità e continuità dei collegamenti, soprattutto in vista dell’estate, periodo fondamentale per l’economia del Sud Sardegna.
«Serve una scelta politica chiara e coraggiosa – evidenzia FIPE Confcommercio Sud Sardegna – che tenga conto della condizione di insularità e del peso strategico della connettività aerea per lo sviluppo economico del territorio. Non si tratta di cedere a ricatti, ma di costruire una strategia strutturale e di lungo periodo che eviti di rincorrere le emergenze».
In questo quadro, la FIPE chiede alla Regione un confronto immediato e trasparente con tutti gli attori economici e sociali, affinché le eventuali misure fiscali siano accompagnate da garanzie concrete sulle rotte, sulle frequenze e sull’impatto reale in termini di passeggeri, evitando che a pagare il prezzo più alto siano, ancora una volta, le imprese locali.
«Se Ryanair riduce la sua presenza in Sardegna, a perdere non sono solo gli aeroporti, ma centinaia di bar, ristoranti e pubblici esercizi del Sud Sardegna che vivono grazie ai flussi turistici», dichiara Emanuele Frongia, presidente FIPE Confcommercio Sud Sardegna. «Ogni volo in meno significa meno clienti, meno lavoro e meno occupazione. Chiediamo alla Regione una decisione rapida e strutturale: la connettività non è un privilegio, ma una condizione essenziale per la sopravvivenza delle nostre imprese e per il futuro del territorio».
FIPE Confcommercio Sud Sardegna ribadisce infine la necessità di politiche che sostengano davvero il turismo e l’economia locale, evitando soluzioni parziali che rischiano di non scongiurare la perdita di collegamenti e di aggravare ulteriormente le difficoltà di un comparto già sotto pressione.











