Nessuna tutela, panificatori sardi sul piede di guerra

Panificatori sardi sul piede di guerra per la mancata attuazione della legge di tutela del pane tipico e fresco


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Panificatori sardi sul piede di guerra per la mancata attuazione della legge di tutela del pane tipico e fresco, approvata ad aprile, ma non ancora resa operativa dalla Regione.

La settimana prossima ad Oristano si sarà un’assemblea regionale dell’Associazione Panificatori della Confcommercio Sardegna che annuncia lo stato di agitazione se non verrà subito convocato un incontro con l’assessore regionale del Turismo, Commercio ed Artigianato, competente in materia. 

“Lo scorso aprile abbiamo inviato una lettera all’assessore Francesco Morandi sollecitando un confronto per dare attuazione alle norme inserite nella legge di tutela e in particolare per l’articolo 7 che prevede l’istituzione di un tavolo tecnico tra Regione e panificatori per definire il registro regionale delle specialità da forno tipiche e della Sardegna – osserva il presidente dell’associazione regionale, Giampietro Secchi – è anche l’occasione per garantire finalmente il consumatore sul  pane fresco, soprattutto rispetto al prodotto surgelato e precotto  e puntare sulla valorizzazione della filiera del grano. Occorre che l’assessore, quanto prima, convochi l’incontro e  – aggiunge – che al tavolo possano partecipare anche i presentatori della legge, Daniela Forma del Pd e Luigi Crisponi dei Riformatori, perché il rischio è che si disperda il patrimonio rappresentato dalle 1050 aziende di panificazione che danno lavoro a oltre 4000 persone: non vorremmo – conclude – che il pane carasau possa essere prodotto nella Penisola mentre noi stiamo a guardare”. 


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