“Monserrato città sempre più vuota, dalla mattina alla sera via del Redentore è un deserto” 

È uno degli ultimi calzolai rimasti in città, Filippo Sollai, 50 anni: “Negli anni Novanta era tutto diverso, adesso non ci sono più giovani e il centro storico è pieno di case vuote. Così la mia città muore”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA 

La nostalgia degli anni Novanta, Filippo Sollai, calzolaio monserratino di cinquant’anni, ce l’ha non tanto perché gli anni sono passati ed ha già festeggiato il mezzo secolo di vita, bensì perché “all’epoca eravamo in sei a fare questo mestiere e c’era lavoro per tutti. Oggi, nella zona di via del Redentore sono l’unico, e la crisi si fa sentire anche per me”. Non solo scarpe da risuolare, per cercare di far quadrare meglio i conti Sollai fa anche duplicati di chiavi. Ma il borsino degli affari, purtroppo, non è in risalita: “Siamo una città con sempre meno abitanti, quasi tutti sono anziani e i giovani stanno scomparendo, viene proprio a mancare quel ricambio necessario per il futuro. E, se la gente che vive in città è poca”, è ovvio “che si lavora di meno. Non mi sono mai potuto permettere di far lavorare altre persone nel mio negozio, basta mio figlio”, spiega Sollai. 
E il commerciante, in vista del voto di giugno che consegnerà alla città un nuovo sindaco o sindaca, lancia una serie di appelli al futuro inquilino principale del palazzo comunale: “Dovrà sbloccare tutto il centro storico, facendo anche costruire, solo così si potrà rivalutare tutta la città. È pieno di case vuote, sta avanzando il deserto. La sera non c’è nessuno in giro e durante il giorno c’è poco movimento”.