Monastir, caos e preoccupazione tra i residenti che chiedono di non essere lasciati soli: tra furti e violenza sale la tensione. Il gruppo politico “Monastir è adesso”: “I cittadini sono esasperati. Sono preoccupati per le proprie famiglie, per i propri figli, per la tranquillità delle proprie case e delle strade del nostro paese”.
Quello che sta accadendo a Monastir non può più essere affrontato come una successione di episodi isolati, da commentare sul web per poi tornare al silenzio in attesa del fatto successivo.
L’ultimo episodio, con due persone sorprese mentre rovistavano all’interno di un’auto in sosta e una di loro raggiunta e trattenuta da alcuni cittadini prima dell’arrivo dei Carabinieri, rappresenta un ulteriore campanello d’allarme che non può rimanere inascoltato. “Una situazione che avrebbe potuto degenerare e che pone una questione fondamentale: nessun cittadino dovrebbe sentirsi costretto a intervenire personalmente per tutelare la propria sicurezza” spiega l’opposizione.
“Comprendere la rabbia e la preoccupazione della comunità non significa giustificare la giustizia fai da te. Significa riconoscere che esiste un problema e pretendere che venga affrontato con la necessaria determinazione.
Come gruppo consiliare di opposizione ribadiamo un principio semplice: chi commette reati deve risponderne, indipendentemente dalla propria provenienza. Le regole devono valere per tutti, senza eccezioni.
Ma oggi non possiamo limitarci a ribadire principi che dovrebbero essere scontati.
Chiediamo alla Sindaca di Monastir di assumere una posizione forte, chiara e determinata nei confronti della Prefettura e delle istituzioni statali competenti”.
Un nuovo appello insomma rivolto alle istituzioni locali per sollecitare gli enti sovraordinati: “Sappiamo perfettamente che la responsabilità primaria dell’ordine e della sicurezza pubblica appartiene allo Stato attraverso il Ministero dell’Interno, la Prefettura e le Forze dell’Ordine.
Ed è proprio per questo che riteniamo necessario un cambio di passo. Non bastano le dichiarazioni di preoccupazione. Non bastano gli interventi sui social dopo ogni nuovo episodio.
Servono atti concreti, iniziative istituzionali e, se necessario, anche gesti politici forti ed eclatanti, purché pacifici e nel rispetto delle istituzioni, capaci di richiamare l’attenzione della Prefettura e del Governo sulla situazione che sta vivendo Monastir.
Chiediamo alla Sindaca di farsi promotrice di un confronto urgente con il Prefetto, di pretendere risposte precise e interventi adeguati, di coinvolgere le altre istituzioni territoriali e di valutare ogni forma legittima di mobilitazione istituzionale utile a rappresentare il disagio della nostra comunità.
La Prefettura deve essere chiamata ad assumersi pienamente le responsabilità che le competono nel coordinamento della sicurezza pubblica sul nostro territorio.
Non chiediamo alla Sindaca di sostituirsi alle Forze dell’Ordine o di esercitare competenze che non le appartengono. Chiediamo che utilizzi fino in fondo il peso politico e istituzionale del proprio ruolo per ottenere risposte dallo Stato. E se le risposte non arrivano lo si dica pubblicamente. Se le richieste rimangono inascoltate si alzi il livello dell’iniziativa istituzionale.
Una comunità che chiede sicurezza ha bisogno di una rappresentanza istituzionale capace di far sentire la propria voce, anche quando questo significa assumere posizioni scomode.
Per questo chiediamo che venga riferito pubblicamente quali iniziative siano state intraprese fino a oggi, quali risposte siano arrivate dalla Prefettura e quali ulteriori azioni si intendano promuovere.
Non vogliamo alimentare polemiche né cavalcare la paura. Vogliamo che i cittadini di Monastir possano vivere serenamente e che le loro preoccupazioni trovino risposte concrete”.
L’opposizione è pronta a sostenere ogni iniziativa “seria e determinata che abbia come obiettivo la sicurezza della nostra comunità, senza distinzioni politiche.
Ma non rinunceremo al nostro ruolo di controllo, proposta e denuncia quando riterremo insufficienti le risposte.
La sicurezza non può essere un argomento da prima pagina per qualche giorno per poi essere dimenticato fino al prossimo episodio. È una questione che richiede attenzione costante, responsabilità istituzionale e soprattutto risultati”.
Monastir, insomma, non chiede privilegi bensì di non essere lasciata sola: “Basta con le parole, è il momento di agire, di pretendere risposte e di assumersi ciascuno le proprie responsabilità.
Perché i cittadini hanno diritto alla sicurezza. E le istituzioni hanno il dovere di garantirla, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze” concludono Alessio Marotto e Luigi Perra del gruppo “Monastir e’ adesso”.









