Medau Su Cramu, Sorgia: “I cittadini? Qui sono figli di un Dio minore”

La paradossale situazione denunciata dal consigliere comunale del Gruppo Misto, Alessandro Sorgia: “In quella borgata non esistono servizi essenziali, eppure in sostanza chi vi abita paga tutti i tributi comunali, acqua e luce, ma è una valle dimenticata da tutti, istituzioni comprese”

Medau Su Cramu, una sorta di mondo a parte, dove le strade interne del quartiere sono sterrate e impraticabili per via delle pioggie e polverose in estate, spesso sono proprio i residenti del rione che si quotano per la relativa manutenzione. Un paradosso poi che il comune di Cagliari da anni ha promesso una manutenzione peridocia, ma ad oggi nulla: via La Palma è l’unica strada asfaltata dell’intero quartiere, ci sono i lampioni dell’illuminazione pubblica che risultano oramai da alcuni anni sempre spenti e non funzionanti, mancano alcuni cassonetti della raccolta differenziata, in particolare per la carta e cartone (per tutto il quartiere) e per la plastica (in alcuni punti di raccolta), e a causa di ciò gli abitanti sono obbligati a caricare i rifiuti all’interno dell’auto e per parecchi chilometri, la tassa sui rifiuti gli abitanti di Medau Su Cramu la pagano più salata rispetto agli altri cittadini cagliaritani, in quanto non avendo le fogne sono obbligati ad usufruire della fossa settica che periodicamente provvedono a svuotare a proprie spese. Sono soltanto alcuni aspetti critici sollevati tra i banchi del consiglio comunale, da Alessandro Sorgia del Gruppo Misto: “Ho presentato un’interrogazione specifica – dice l’esponente di palazzo Bacaredda – per chiedere al sindaco Zedda e all’assessore competente per conoscere quali azioni urgenti si intendano adottare per poter tentare di porre rimedio alle criticità esistenti da sempre. Ad oggi nemmeno un componente del comitato spontaneo è mai stato invitato per un confronto a quattro occhi”.

GLI ALBORI. Nell’opinione pubblica vi è la convinzione che gli abitanti di Medau Su Cramu abbiamo occupato abusivamente terreni pubblici per costruire le case, la realtà invece è che gli stessi hanno costruito sui loro terreni privati fin dagli anni ’50, in quello che poi nel 1999 diventerà il Parco di Molentargius.

Nella maggior parte dei casi ci troviamo in presenza di abitazioni modeste per le necessità familiari, ed in talune situazioni di famiglie con bambini, malati gravi o disabili. La stragrande maggioranza delle famiglie ha presentato a suo tempo apposite domande di condono ed ha pagato i relativi oneri che l’amministrazione comunale di Cagliari ha regolarmente incassato e continua a percepire da oltre 30 anni: “Un paradosso – denuncia Alessandro Sorgia – il Comune di Cagliari, esercitando il suo diritto sulla base del dispositivo  assenso / dissenso da parte della Pubblica amministrazione, in relazione alle richieste degli abitanti, ha di fatto a suo tempo concesso l’assenso alle costruzioni come previsto dalle diverse leggi di condono edilizio che si sono succedute negli anni. L’amministrazione comunale di Cagliari, diversi anni fa, ha disposto la concessione del servizio di erogazione dell’acqua pubblica ad uso abitativo, e, più di una volta l’autorizzazione per la manutenzione delle strade, pur non avendone l’obbligo, trattandosi di strade del tutto private. In seguito – sottolinea il consigliere comunale Sorgia – ha intitolato le strade con riferimento alla flora e alla fauna, così come deciso dai cittadini, acquisendoli alla toponomastica cittadina, con atto formale della Commissione toponomastica e con ordinanza del Sindaco del tempo. E’ stata concessa la residenza a tutti coloro che lo richiedevano, dimostrando di risiedere regolarmente a Medau Su Cramu, infatti la corrispondenza arriva come pure bollette, Equitalia, Abbanoa e via discorrendo, a dimostrazione, ancora ce ne fosse bisogno, che le varie istituzioni hanno preso atto che esiste un quartiere ben definito, ma lasciato in stato di abbandono”.

 

 

 

 


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