La trappola per Stefano Bulla: i guai giudiziari dopo i trionfi nel tae kwon do

La trappola per Stefano Bulla, ex campione del mondo di tae kwon do, re della kick boxing tra Cagliari e Monserrato, è scattata in Thailandia. Accusato di reati commessi proprio negli anni in cui Stefano Bulla era all’apice della sua carriera sportiva, come atleta e come maestro: nel mondo delle arti marziali lo conoscono tutti, soprattutto a Monserrato

La trappola per Stefano Bulla, ex campione del mondo di tae kwon do, re della kick boxing tra Cagliari e Monserrato, è scattata in Thailandia. L’uomo era latitante da un anno, e si era nascosto insieme alla convivente e ai due figli minorenni.

Su di lui, arrestato oggi a Fiumicino all’arrivo in Italia, pendono diverse accuse: dalla truffa al riciclaggio alla violenza privata, reati che sarebbero stati consumati tra il 2005 e il 2009. Proprio negli anni in cui Stefano Bulla era all’apice della sua carriera sportiva, come atleta e come maestro: nel mondo delle arti marziali lo conoscevano tutti, soprattutto a Monserrato. Dotato di una grande forza e di grande carisma nelle sue attività, è poi incappato in alcuni errori che ora lo hanno portato in carcere. Oltre sei  anni di reclusione, questa la pena che gli è stata inflitta. Su You Tube ci sono invece ancora tanti video dei suoi combattimenti e dei suoi successi.


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