Cagliari, i farmacisti senza sede riconsegnano le schede elettorali a Mattarella

La clamorosa protesta di oggi a Cagliari, in un venerdì segnato anche dalle agitazioni di infermieri e insegnanti

Avevano annunciato azioni di protesta più forti e incisive fino all’avvio dell’iter per l’assegnazione delle nuove farmacie, cioè fino alla fase di pubblicazione dell’interpello. E dopo avere ricevuto ulteriori “rassicuranti” promesse dall’assessorato regionale alla Sanità, hanno deciso di alzare la posta.

I membri del Comitato Idonei Concorso Farmacie, in attesa da sei lunghi anni di ricevere l’ok dalla Regione per l’apertura delle attività (circa 90 in Sardegna), hanno deciso di consegnare le schede elettorali al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

I professionisti, disillusi ma non rassegnati, denunciano la violazione dell’articolo 4 della Costituzione, secondo il quale “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”. Diritti che la Regione starebbe reiteratamente negando.

Il 16 febbraio, il nutrito gruppo di farmacisti aveva manifestato di fronte alla sede dell’assessorato regionale alla Sanità, dove il direttore generale e alcuni funzionari avevano elargito ampie rassicurazioni sulla pubblicazione dell’interpello per la fine di marzo. La rabbia dei farmacisti è riesplosa dopo le successive dichiarazioni a mezzo stampa dell’assessore Luigi Arru, che ha attribuito la causa dei ritardi della macchina burocratica regionale ai tredici ricorsi effettuati dai rurali sul calcolo dei punteggi in graduatoria.

Dichiarazioni che il comitato rispedisce al mittente: «I ricorsi hanno interessato solo circa otto mesi dei sei anni del concorso. Arru dovrebbe chiarire perché si rimarca tanto la vittoria della sua amministrazione al Tar ma non il fatto che la stessa non ha ancora applicato le relative sentenze a partire da agosto 2017. Mai nessuna sospensiva neanche in precedenza era stata data dal tribunale amministrativo, stessa situazione dicasi per il ricorso in secondo grado».

A esasperare gli animi è in particolare il raffronto con le altre Regioni, come ad esempio la Sicilia, «dove, nonostante i ricorsi in atto, si è proceduto con il primo interpello il 20 agosto 2017».

C’è anche un altro punto considerato inspiegabile: «Quello degli adempimenti pre-interpello: gli stessi menzionati dall’assessore nel suo comunicato venivano raccontati dai suoi collaboratori almeno quattro mesi fa – sostengono i delegati del coordinamento –. Qual è la difficoltà nel portarli a termine? Non volere o non potere?».

Dati alla mano, nonostante sia una Regione a statuto speciale, la Sardegna sembra essere davvero in fondo alla classifica nell’espletamento del concorso straordinario: in Piemonte si è arrivati già al quarto interpello; in Liguria al terzo, così come in Puglia e in Emilia Romagna; in Veneto il primo interpello risale al 2016; in Lazio, Lombardia e Sicilia al 2017. Nell’isola, nonostante i ricorsi al TAR siano stati presentati nel periodo febbraio-aprile 2017, c’è ancora da attendere.

I “senza sede” sperano quindi nella sensibilità del Presidente Mattarella, il cui arrivo è previsto in Sardegna per il 26 febbraio, affinché possa sollecitare l’accelerazione delle procedure. Per ora l’intenzione è quella di rinunciare volontariamente al voto, sia il 4 marzo che in tutte le sessioni elettorali successive.

«In questa forma di protesta pacifica nel rispetto della legge – dicono i portavoce – auspichiamo di avere la vicinanza e la solidarietà da parte non solo della categoria dei farmacisti, ma anche quella di tutti i cittadini italiani e delle forze politiche, visto che riguarda uno dei diritti fondamentali della Costituzione calpestati dalle lungaggini burocratiche delle amministrazioni pubbliche».


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