La grandezza di Verdi e della Traviata in scena al Lirico di Cagliari

Cagliari, Teatro Lirico


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Scritto da Paolo Piu 

 

“Amor che è palpito dell’universo … croce e delizia al cor.” Questo verso può essere assunto a corollario dell’opera di Verdi per eccellenza, La Traviata, melodramma in tre atti, su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dal romanzo La Dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio, composto nella piena maturità anagrafica e artistica dell’autore, dai critici considerata  l’opera con la “O” maiuscola. E pensare che la prima rappresentazione, avvenuta a Venezia nel 1853, fu un fiasco clamoroso, a causa della scelta sbagliata della protagonista. La stessa opera ha inaugurato nel 2011 la stagione del lirico di  Cagliari, in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia.    

L’allestimento di quest’anno, rappresentato l’8 luglio con repliche il 9, 12,13,14, 15,16, 20, 23, 27 e 30 luglio e ancora il 3, 6, 10 e 13 agosto, in tutto 15 rappresentazioni, ha riscosso il consueto successo al teatro lirico di Cagliari, nonostante l’opera fosse stata proposta appena due anni fa con la stessa scenografia, grazie alla bravura degli interpreti ma anche agli eleganti costumi e alla ricostruzione degli ambienti, accurati in ogni dettaglio, ad opera dei coniugi Karl-Ernst e Ursel Herrmann, i quali hanno saputo ricostruire lo spirito che suggerì all’autore un argomento capace di suscitare grande scandalo. Si tratta di un soggetto nuovo, “ardito all’estremo punto“,  come Verdi stesso amava definirlo, visto il suo interesse nel portare sulla scena personaggi marginali, gli ultimi nella scala sociale, ma che fecero dell’opera un autentico capolavoro.    

Le figure femminili verdiane trovano in questa eroina la più alta e perfetta espressione drammatica. 

In quest’opera compare un nuovo tipo di lirismo, non più fondato sui violenti contrasti delle passioni, ma su sottili e spesso raffinate descrizioni dei sentimenti, della sofferenza, dell’amore e dell’abbandono. L’elemento realistico, come l’amore ostacolato tra Violetta e Alfredo a causa delle convenzioni sociali di una società borghese solo apparentemente moderna e disinibita, affascina e commuove ancora oggi. Ambientata nell’epoca contemporanea a quella del compositore (“Parigi nel 1850 circa”, dice la didascalia), l’ambientazione assume un rilievo preponderante come non era mai successo in precedenza. 

È un’opera basata sul dualismo e sulla dialettica che si riscontra in molti aspetti, tra cui il cambiamento del carattere dei personaggi nel corso dell’opera, o il contrasto tra l’alternarsi  delle scene corali delle feste, in cui prevale il ritmo del valzer, e quelle più intime all’interno delle stanze private, in cui l’allegria iniziale scivola presto verso il dramma. Qui l’amore e la morale borghese si scontrano e quest’ultima ha il sopravvento. La conseguenza logica è l’evoluzione tragica della vicenda. 

Nel secondo atto l’aria più famosa dell’opera, “Amami Alfredo”, in cui Violetta esprime tutta il suo trasporto verso l’amato, è uno dei momenti più intensi ed emozionanti non solo de La Traviata, ma di tutta la storia della lirica, diventando il simbolo stesso dell’opera italiana. Di ciò  si deve rendere merito al genio di  Giuseppe Verdi, perché nella lirica, è bene ricordare,  la drammaturgia non viene creata dal librettista, bensì dal compositore. 

La conclusione dell’opera, nel terzo atto, dopo le feste maestose,  gli abiti sontuosi e l’allegria, vede la camera da letto della protagonista moribonda, che preannuncia l’esito finale: in un crescendo di struggente bellezza Violetta, nei suoi ultimi aneliti di vita riesce a riconciliarsi con l’amato Alfredo e i due si  giurano amore eterno, che la morte di Violetta al sorgere dell’alba, segnale della fine di tutti i sogni, farà presto svanire. 

 

Il pubblico ha salutato con lunghi applausi e acclamazioni la bravura degli artisti che al teatro lirico di Cagliari hanno ottenuto un grande successo anche quest’anno, offrendo un pregevole saggio delle loro capacità canore. Tra i protagonisti che si sono alternati nelle recite ricordiamo Zuzana Marková (8, 12, 14, 16, 20 luglio)/Lana Kos (9, 15, 23 luglio – 3, 10 agosto)/Maria Teresa Leva (13, 27, 30 luglio – 6, 13 agosto) nel ruolo di Violetta Valéry; Veta Pilipenko (8, 12, 14, 16, 20 luglio – 3, 10 agosto)/Elena Belfiore (9, 13, 15, 23, 27, 30 luglio – 6, 13 agosto) Flora Bervoix; Antonio Gandia (8, 12, 14, 16, 23, 27 luglio – 3, 6 agosto)/Emanuele D’Aguanno (9, 13, 15, 20, 30 luglio – 10, 13 agosto) Alfredo Germont; Vittorio Vitelli (8, 12, 14, 23, 27 luglio)/Sergio Vitale (9, 15, 30 luglio – 6, 13 agosto)/Ernesto Petti (13, 16, 20 luglio – 3, 10 agosto) Giorgio Germont. Tutti costoro, insieme all’impegno del coro e degli altri cantanti sul palco, ma soprattutto di Gérard Korsten, direttore d’Orchestra, Gaetano Mastroiaco maestro del Coro del Teatro lirico e la regia di Joël Lauwers, hanno contribuito al pieno successo della rappresentazione.