La Casa dei Diritti: “Zedda ha fallito in tutti i settori di Cagliari”

La lettera aperta di Carlo Asili, presidente della casa dei Diritti: “Speravamo in Zedda, sindaco giovane: ha fallito nei rifiuti, il Bastione è ancora chiuso, non è mai stato in mezzo alla gente, non si è preoccupato delle case popolari occupate. Ha aperto l’Arena Sant’Elia per dispetto al Lirico, ha lasciato Villa Muscas nel degrado. Cagliari prende atto del suo completo fallimento”

di Carlo Asili-presidente Casa dei Diritti
 
Si chiude questa consiliatura di Massimo Zedda e, dal punto di vista dell’interesse della città e dei suoi abitanti, a nostro avviso, il bilancio è palesemente più che negativo. Forse avevamo riposto in lui troppe aspettative e per questo il fallimento brucia di più, ma tant’è.
E la nostra critica, come tutte le critiche, merita di essere dettagliata e particolareggiata: questo vogliamo fare qui e adesso.
Innanzitutto parliamo della totale assenza del Sindaco Massimo Zedda nel contatto con la città, coi suoi quartieri, con la sua gente. Questo è quello che un sindaco deve fare: tenere aperto un canale di comunicazione con tutti, con l’ufficio pronto a ricevere persone, critiche, bisogni e richieste di aiuto. Il sindaco deve essere tra la gente, nei mercati civici o estemporanei, alle manifestazioni popolari e nelle case comunali assegnate o occupate. Questo sindaco, invece,  ha sempre tenuto chiusa la porta del suo ufficio e nessuno l’ha mai visto in giro fra la gente, nei quartieri e nei mercati della città. Nessuno l’ha mai visto allo stadio, nei campi dove si pratica lo sport o alle manifestazioni artistiche di maggior rilievo in città. Mai al Lirico, mai a teatro, mai alle manifestazioni di maggior rilievo che pure esistono in città. E questo è un indicatore che già giustificherebbe appieno la nostra delusione.
Poi parliamo della conclamata incapacità di questa giunta, e del sindaco in particolare, di seguire la prassi attuativa nei settori che maggiormente ne avrebbero avuto bisogno, e nei quali la situazione è la stessa di cinque anni fa. Se non peggio.
Nel settore dei rifiuti abbiamo assistito alla assoluta e conclamata incapacità a gestire il problema: aumentano le tasse ma il servizio è restato quello che era stato consegnato a Zedda nel 2011. Il perché è palesemente l’inadeguatezza strutturale e personale del Sindaco e della sua giunta nel voler affrontare il problema. Non c’è altra spiegazione, infatti, se escludiamo che tale immobilismo sia stato studiato a bella posta. E non lo crediamo.
Pensiamo poi al cattivo utilizzo delle risorse: i soldi che si sarebbero potuti e dovuti trovare per liberare l’anfiteatro dalle legnaie e dalle immondizie in questi cinque anni, in modo da poterci riportare spettacoli, sono stati invece utilizzati per allestire il fallimentare esperimento dell’Arena Sant’Elia, per giustificare i dispetti da fare al Lirico privandolo della possibilità di lavorare all’aperto: no al Parco della Musica e no all’anfiteatro per il teatro Lirico. Due spazi potenzialmente meravigliosi sacrificati sull’altare dell’incapacità politica.
Non parliamo poi di spazi come Villa Muscas, ancora nelle stesse identiche situazioni di quando Floris la consegnò a Zedda, come anche l’ExArtistico che l’assessore Puggioni voleva sgomberare per “urgenti lavori di ristrutturazione” mai partiti nemmeno lì.
Se parliamo poi di quello che ha fatto Zedda di buono, come alcune piste ciclabili e qualche rotonda, gli unici interventi che erano un minimo più complessi, come la rotonda di piazza d’Armi e di S.Avendrace, per non parlare di quella di via Cadello, o non sono mai partiti o sono nelle condizioni della rotonda che porta a Pirri. Un disastro di incompetenza politica amministrativa sotto gli occhi di tutti noi ogni giorno.
Anche nella attuazione della bella ristrutturazione del Poetto, l’attuazione dei lavori è stata correlata da uno smonta e rimonta i chioschetti tante di quelle volte da perdere il conto. Con un disprezzo del valore del lavoro imprenditoriale da parte della giunta Zedda, che ci ha non solo deluso, ma fatto proprio male.
Il Bastione è ancora chiuso, sia nella scalinata che nella passeggiata coperta. “Ci sono infiltrazioni” ci dicono, e in 5 anni questa giunta non è stata capace di riaprire almeno parzialmente la passeggiata o la scalinata e non è stata nemmeno in grado di fermare “le infiltrazioni”. Altra palese dimostrazione di incompetenza politico amministrativa, o di menefreghismo civico verso i nostri tesori. Scegliete voi. Il risultato, purtroppo, non cambia.
E ci saremmo aspettati anche un piano per il commercio, per evitare di stipare attività commerciali simili a un metro dall’altra in alcuni quartieri, e lasciando deserti gli altri più popolosi e bisognosi di servizi. Non abbiamo mai visto incentivi di detassazione per chi vuole aprire negozi e caffetterie a is Mirrionis, a S.Elia, a S.Michele. Non abbiamo visto mai, in questi quartieri, nemmeno un palco allestito per i festeggiamenti del capodanno, quasi che quando si tratta di divertimento e spettacolo si debba spostare tutto a La Marina, con gli abitanti oramai esasperati.
Da segnalare ancora la colpevole leggerezza della Giunta Zedda che ha bloccato l’esecuzione dei parcheggi sotterranei di via Roma, esponendo nel prossimo futuro le casse del Comune ad una batosta risarcitoria che, in proporzione, sarà ben maggiore di quella subita dalle casse della Regione per il caso Tuvixeddu. Chi lo pagherà questo conto? I cittadini con le loro tasse comunali, sperando che la Corte dei Conti non trovi nulla da eccepire per questa scellerata decisione.
Poi, ciliegina sulla torta, tutti abbiamo potuto notare come negli anni si è dato il via a una campagna volta a capitozzare le preziose piante che adornano i viali di Cagliari, nel nome di una guerra al decoro e all’ombra ristoratrice che, francamente, lascia inorriditi tutti i cittadini.

Per questi e per altri motivi, Casa dei diritti non può che dolorosamente prendere atto del completo fallimento di questa esperienza amministrativa che, all’inizio, era carica di speranza e di energie e che oggi è diventata il trionfo dello status quo e dei soliti cantieri elettorali.

 


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