Juliana non si è semplicemente trasferita in Sardegna: se n’è innamorata. Un amore così profondo da trasformarsi in una scelta di vita e in una missione quotidiana di protezione e tutela di una terra che oggi sente completamente sua. Arrivata sull’isola nel 2017 senza conoscere nessuno, ha trovato molto più di un luogo in cui vivere: ha trovato casa.
Cresciuta a Colonia con un padre italiano, Juliana ha vissuto tra gli Stati Uniti e i Caraibi, portando con sé esperienze, culture e orizzonti diversi. Ma è sempre stato il mare il centro del suo mondo. Ambientalista e animalista da sempre, ha lavorato per anni come istruttrice subacquea, immergendosi in alcuni dei mari più belli del pianeta. Un privilegio che le ha permesso di osservare da vicino non solo la loro straordinaria bellezza, ma anche le ferite profonde causate dall’inquinamento e dall’indifferenza umana.
In Sardegna, quell’amore per il mare e la natura ha trovato un senso ancora più forte. Qui Juliana ha incontrato persone che condividevano gli stessi valori: sardi legati visceralmente alla loro terra, italiani arrivati dal continente e stranieri che, come lei, si sono sentiti accolti e coinvolti. Da questi incontri è nata la volontà di non restare a guardare, di reagire all’abbandono dei rifiuti e al degrado ambientale con azioni concrete.
È così che nasce Cittadinanza Attiva OIKOS, l’associazione di volontariato fondata da Juliana insieme ad altri amici. Un progetto che è molto più di un gruppo di volontari: è un atto d’amore verso la Sardegna. Ripulire spiagge e coste, prendersi cura del mare e degli esseri viventi, sensibilizzare all’uso responsabile delle risorse, ridurre la plastica monouso e combattere l’abbandono delle cicche nell’ambiente: ogni gesto è una presa di posizione, ogni intervento è una dichiarazione di appartenenza.
Dopo il passaggio del ciclone Harry, i volontari di OIKOS hanno ripulito circa nove chilometri di costa. Un lavoro duro, svolto tra vento, sabbia e rifiuti, che racconta meglio di qualsiasi parola cosa significhi sentirsi responsabili di una terra. Perché difendere la Sardegna non è solo un dovere civico, ma un gesto di gratitudine verso un’isola che dà tanto e chiede rispetto.
Accanto a Juliana c’è spesso Panda, il suo cane, compagno inseparabile anche durante le giornate di pulizia delle spiagge. Nella foto che li ritrae lungo una passerella sul mare si riflette l’essenza di questa storia: una donna che ha scelto di prendersi cura di ciò che ama, con costanza, determinazione e semplicità.
Oggi Juliana invita chi vive a Quartu Sant’Elena e nei dintorni, e chiunque ami davvero la Sardegna, a unirsi a questa missione. Perché la bellezza dell’isola non è eterna se non viene protetta. E quando una terra viene sentita come propria, difenderla diventa un atto naturale, quotidiano, necessario.













