Is Mirrionis: ambulanti? “L’esercito di chi non s’arrende per vivere”

Ogni giorno c’è un esercito che in silenzio sopravvive: sono loro, le decine di venditori ambulanti sardi che “preferisce non scollettare” ma vendere le merci per tirare su la giornata

Non chiamateli “sfortunati”, nemmeno improvvisati o tanto meno poveri “approfittatori”: chiamateli più semplicemente, Lavoratori. E’ la Cagliari di “chi si alza presto la mattina”, prima dell’alba, (certo, come tanti, ogni giorno), non devono sollevare serrande e togliere allarmi, pulire vetrine o pavimenti, ma devono semplicemente vendere e sopravvivere. Certo, come tanti. Non manca loro il sorriso, stampato su visi solcati da storie vissute, tra decine di loro c’è la Cagliari di chi non s’arrende, quella dei senza lavoro, dei cassintegrati, di coloro i quali con dignità non digeriscono “scollettare” ai semafori o fuori dai negozi chiedendo la pietà dei passanti. C’è la Cagliari delle zone “pericolose” (come vien presto detto dai più, tra gli intellettuali della Cagliari di Serie “A”), ma non è sempre così, ci sono anche e soprattutto coloro i quali ti parlano dei problemi di ogni giorno, di una Politica che li ha dimenticati, emarginati da tempo. Quella della Cagliari “moralistica”. 

Is Mirrionis è così: un bazar di decine di ambulanti, “affollano” la piazza dinnanzi alla “Medaglia Miracolosa, la Madonnina che guarda sempre su di loro e li protegge”, dove il rumoreggiare degli operai del cantiere nella “piazza contestata del muraglione” non tarpa le ali di chi vuol farsi qualche soldo. “C’è di tutto ….” (come recitava la canzone di Baglioni, Porta Portese), ma oltre ai quadri antichi e pezzi d’auto, c’è di più: c’è il vestiario, (usato ma non malconcio), c’è la frutta e la verdura fresca, l’oggettistica e tanta altra roba. Sono gentili e cortesi i “negozianti delle piccole bancarelle”, molte signore hanno tra le mani le buste color azzurro chiaro e continuano ad indicare “mi dia anche un chilo di… “ . Sorridono, ringraziano e vanno via: a fine giornata gli onesti lavoratori (come tanti, è giusto precisarlo), chiudono la “bancarella”. Si rientra: non disturba tutto ciò, perché chi passa tra le decine di pensionati a far compere, lo sa che lo fanno per sopravvivere. Questa è la Cagliari forse di Serie “B”, sebbene non sia proprio così: i negozianti che fanno? Spallucce, “anche loro è giusto che vivano e che campino anziché andare a rubare o spacciare la droga”. Quella che sempre più spesso abbonda tra palazzoni e garage. E anche questa è la Cagliari che forse non pagherà le tasse (anche se non è così), ma se “possono” i tanti ambulanti tra le vie del centro, perché non possono farlo anche loro. Condizioni di favore? No, si chiude un occhio. E se questo può portare qualche soldo sudato a casa, va bene così.