Il Tyrrhenian Link ha completato la posa del cavo sottomarino che collega la Sardegna alla Sicilia e alla penisola italiana, la rabbia dei residenti: “L’hanno posizionato lungo tutto il nostro specchio di mare del villaggio di Marina delle Nereidi a pochi metri dalla riva, oltre ogni possibile immaginazione di un luogo paradiso abitato da 130 famiglie che doveva essere difeso ed è stato svenduto con una politica di denigrazione del comitato e dei cittadini che hanno chiesto e combattuto per 2 anni”. Hanno cercato di opporsi al mega progetto che consentirà di esportare l’energia prodotta in Sardegna: un duro scontro con le istituzioni locali, settimane trascorse sotto il sole cocente dell’estate per proteggere i territori da ruspe e camion. Ma l’opera è oramai conclusa, almeno per quanto riguarda quel lungo corridoio elettrico al centro del Mediterraneo.
“Mi tremano le gambe per il senso di sopraffazione ed impotenza che mi sento addosso dopo 2 anni di lotta estenuante” spiega una componente dei tanti comitati.
“Un’isola che doveva essere difesa da tutti i suoi figli, un futuro per la Sardegna che non c’è più, al suo posto solo la colonizzazione energetica, a seguito di quella militare e di tutte le servitù che rendono questa terra una schiava, senza possibilità alcuna di un futuro di autodeterminazione.
La Sardegna è diventata l’emblema del luogo dello sfruttamento da parte di un sistema che ci sta togliendo anche l’aria che respiriamo”.
“Noi esportiamo già più del 40% dell’energia che produciamo.
Il Tyrrhenian Link serve per portare via l’energia dei progetti eolici e fotovoltaici che dovrebbero tappezzare l’isola senza alcun riguardo del patrimonio ambientale, archeologico.
Un’invasione di multinazionali provenienti da tutto il mondo, Cina, Jp Morgan etc, che si stanno contendendo e spartendo la Sardegna con il decreto Draghi”.
“La realizzazione del Tyrrhenian Link ha comportato l’esproprio di un territorio enorme delle campagne di Selargius con un atto di militarizzazione delle campagne per la realizzazione di enormi stazioni di smistamento trasformando la campagna di Selargius in area industriale e con la realizzazione di una stazione con centinaia di batterie al litio affianco alle case, mentre il passaggio del cavo da 1 GW in mare è in area 3 del piano urbanistico, naturalistico ambientale.
Gli altri approdi del Tyrrhenian Link in Italia sono in un area industriale non in un’area ambientale con oltretutto una concessione cinquantennale del nostro mare di Terramala per Terna.
Il progetto prevede la distruzione di 9600 metri quadri di posidonia oceanica ed è stato nascosto per 3 anni e realizzato senza la consultazione popolare come prevede la normativa italiana ed europea.
A parte l’esposto alla Procura della Repubblica e tutte le altre cause, i comitati hanno combattuto per 2- 3 anni.
Ma a parte la lotta contro il Tyrrhenian Link sono nati comitati in tutta la Sardegna.
Un quarto dei sardi, 213000 cittadini hanno firmato la legge popolare Pratobello per esprimere la contrarietà all’invasione del territorio dei progetti delle multinazionali provenienti da tutto il mondo.
La giunta regionale ha ignorato la volontà dei Sardi cestinando la legge Pratobello ed adottando invece la legge regionale 20/2024 dichiarata incostituzionale, come prevedibile e preannunciato dal Coordinamento dei comitati territoriali.
Si vorrebbe trasformare la Sardegna in una ciabatta energetica per tutto il Mediterraneo senza alcun rispetto dei vincoli ambientali, archeologici, senza alcuna pianificazione, senza alcun vantaggio per i sardi.
Neanche i siti dell’Unesco fermano i progetti”.
Infine, viene ribadito che “noi non siamo contrari alla transizione energetica che è tutt’altra storia, e che dovrebbe seguire le linee guida europee che sono state letteralmente ignorate dalla politica italiana.
Siamo contrari alla devastazione del nostro territorio ed alla speculazione energetica”.











