Il nuovo film di Salvatore Mereu al Festival del cinema di Torino

La vita adesso

Si intitola La vita adesso il nuovo film di Salvatore Mereu che verrà presentato a fine novembre in prima assoluta al Torino Film Festival in programma dal 22 al 30 novembre 2013.

Il cortometraggio, della durata di 17 minuti, racconta di Luca, un bambino di dieci anni che vive solo con il padre. I due sono legati da un intenso rapporto ma c’è qualcosa che rende la vita di Luca diversa da quella di tutti gli altri bambini della sua età: suo padre è malato di Alzheimer. Dopo giornate trascorse fra momenti di forte tensione e affettuose complicità i due sono costretti a separarsi per l’intervento dei servizi sociali.

Interpretato da attori non professionisti, ad eccezione di Gianfranco Cudrano, attore teatrale già visto al cinema in Dimmi che destino avrò di Peter Marcias, il film è prodotto a low budget dal CELCAM dell’Università di Cagliari nell’ambito di un progetto formativo ed è realizzato da un gruppo di studenti universitari che ha lavorato sotto la guida di Salvatore Mereu all’interno di una troupe con tecnici professionisti. Il ruolo di protagonista è affidato al piccolo Laurent Gagné, per la prima volta sullo schermo.

Salvatore Mereu, dopo il grande successo del suo ultimo lungometraggio Bellas mariposas (2012), trasposizione del racconto di Sergio Atzeni, con La vita adesso firma il suo secondo cortometraggio del 2013 che segue il brevissimo Transumanza presentato all’ultima edizione del Festival di Venezia.

Il Torino Film Festival è uno fra i più importanti concorsi internazionali di cinema indipendente giunto alla 31° edizione. Il festival è diretto per la prima volta dal regista Paolo Virzì dopo la guida, negli scorsi anni, di Gianni Amelio e Nanni Moretti quando ha ospitato cineasti del calibro di Francis Ford Coppola, Wim Wenders, Roman Polanski, Oliver Stone, Emir Kusturica, John Boorman, Aki Kaurismäki.

 
«La storia di Luca – dichiara il regista – ispirata a caldo a un episodio di vita vissuta dove il feroce progredire della malattia sta scambiando drammaticamente i ruoli e un ragazzino, per tenerlo disperatamente con sé, deve fare da padre a un padre nel frattempo diventato bambino, ci ha subito scaldato il cuore. Fino all’irresponsabilità. A spingerci, mancando noi di esperienza diretta, è stato più di tutto il gusto di provare a raccontare una storia, cercando, non senza pericolo, di restituire l’emozione provata nel sentirla la prima volta dalle parole di Martina Manca, colei che ce l’ha proposta. L’incontro con Laurent, il ragazzino che poteva renderla possibile, ha fatto il resto».

 

Credits:

REGIA: Salvatore Mereu; SOGGETTO: Martina Manca; SCENEGGIATURA: Martina Manca, Salvatore Mereu; FOTOGRAFIA: Francesco Nonnoi; MONTAGGIO: Andrea Lotta; SCENOGRAFIA: Gabriel Lasio; COSTUMI: Cristina Cuboni; INTERPRETI: Laurent Gagné, Gianfranco Cudrano, Andreana G. Raffaellu; PRODUTTORE: Antioco Floris; PRODUZIONE: Celcam, Viacolvento.