Il dopo alluvione, le priorità della politica: riuscirà a fare in modo che non succeda più?

L’analisi di Gianfranco Carboni

Esondazioni alla prossima?
Sono passati 15 giorni dall’inondazione che ha colpito la città metropolitana di Cagliari ed in particolare la zona industriale di Capoterra ed Assemini.
In alcuni casi può essere utile dire: ripetere giova. Sarà?!?
Ho vissuto tre alluvioni, questa è stata la più dura, non attesa – quanto meno nelle modalità in cui si è manifestata, meno preparata per la devastazione che ha prodotto, seppur vi fossero tutti presupposti meteorologici.
Abbiamo solo avviato il recupero, chi sa quanto tempo ci vorrà a riqualificare la zona, a far ripartire le industrie, a rimettere in sicurezza strade, ponti, case, etc.
Sì, ripetere giova a comprendere che la natura è più forte di tutto, che la cosiddetta “paura” degli ambientalisti, esclusi i rari casi di estremismo viscerale, è reale e provata.
E’ deceduta una donna, meno delle volte scorse ma le statistiche in questo caso valgono zero; non basta dobbiamo mettere la testa ed il cuore nelle cose che contano al di là del profitto, perché una vita vale di più di tutto il denaro del mondo. Facciamoci alcune domande: perché costruire ancora, perché abusare del territorio, perché non preservare e utilizzare i fondi per la sicurezza dei cittadini?
Ho visto colleghi sfatti dalla fatica, le forze dell’ordine, i soccorritori della protezione civile, i vigili del fuoco, elicotteri sorvolare la zona traendo in salvo delle persone, complimenti a tutti.
Dobbiamo fare in modo che non succeda più e ciò è un compito che appartiene alla politica. E, la domanda è l’ha assolto?
Auguriamoci che la prossima non ci sia.


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