Il covid incide sul comparto enologico, Tomaso Locci: “Danni importanti e vendite diminuite”

Il covid incide anche sul comparto enologico, sia in Sardegna che in Italia, meno calici di vino consumati insomma e un settore che non è stato risparmiato dalla crisi economica pressoché generalizzata a tutte le categorie produttive

Il covid incide anche sul comparto enologico, sia in Sardegna che in Italia, meno calici di vino consumati insomma e un settore che non è stato risparmiato dalla crisi economica pressoché generalizzata a tutte le categorie produttive. A Radio Casteddu interviene Tomaso Locci, imprenditore di successo. “Sicuramente ci sono dei danni importanti, perché è ovvio: i ristoranti e i bar sono chiusi e le vendite sono diminuite. Anche il comparto turistico è legato alla produzione del vino, è una catena che vede coinvolte le aziende produttrici che concretizzano il loro prodotto alla fine della vendita. Il governo si è dimenticato che dietro i ristoranti e i bar c’è tutta una catena, un indotto creato dalle aziende produttrici come quelle vinicole che, tra l’altro, non sono state per niente aiutate. 
Tra l’altro non siamo neanche rientrati con i codici Ateco del governo.
Si deve pensare alle attività produttive e, inoltre, mi sembra che il covid stia dimostrando che non è tanto nei bar e nei ristoranti che si diffonde. L’andamento della curva epidemiologica non va bene e bar e ristoranti sono chiusi”. 
Locci inoltre spiega che “noi stiamo esportando negli Stati Uniti e, contrariamente a quanto si possa pensare, non abbiamo mai smesso di farlo anche se è uno dei paesi più colpiti. 
In Germania, invece, un solido paese, anche le esportazioni hanno iniziato ad avere dei grossi problemi e ad essere interrotte”. Un grido d’allarme, insomma, anche dal mondo vitivinicolo che è stato dimenticato dai Ristori. 


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