Valorizzare il cibo come chiave di salute, identità e sviluppo. È questo l’obiettivo di “Dalla Terra alla Tavola: i cibi dei centenari”, il progetto nato dal protocollo d’intesa tra Confesercenti Sardegna e la Comunità Mondiale della Longevità, con il sostegno dell’assessorato regionale del Turismo.
L’iniziativa punta a promuovere i prodotti e gli alimenti alla base della Dieta Sardo-Mediterranea, riconosciuta a livello internazionale come uno dei fattori determinanti dell’eccezionale longevità dei sardi. Non solo un modello nutrizionale, ma un sistema integrato che unisce qualità degli alimenti, agrobiodiversità, stili di vita, convivialità e relazioni comunitarie, contribuendo alla salute lungo tutto l’arco della vita.
I cosiddetti “cibi dei centenari”, espressione delle filiere corte, del km zero e della tradizione alimentare locale, diventano così il fulcro di un modello di sviluppo sostenibile in cui la longevità si trasforma da dato biologico a vero capitale culturale ed economico del territorio. Un patrimonio capace di incidere sulla prevenzione delle patologie croniche e sulla qualità dell’invecchiamento, rafforzando al tempo stesso l’identità dell’isola.
Il progetto integra salute, cultura ed economia e si inserisce in una visione di turismo esperienziale e rigenerativo, considerato tra i segmenti a maggiore crescita e attrattività internazionale. L’obiettivo è consolidare il ruolo della Sardegna, anche grazie alla sua appartenenza alle Blue Zone mondiali, come destinazione di riferimento per la longevità.
Il programma operativo si svilupperà in tutte le province, con un ciclo di appuntamenti tematici: a Cagliari e nel Sud Sardegna dedicati ai piatti unici della Dieta Sardo-Mediterranea; a Sassari e in Gallura al gusto della salute; a Nuoro e in Ogliastra ai “gioielli” della tradizione alimentare; a Oristano e nel Medio Campidano alle origini nuragiche dell’alimentazione. Ogni evento proporrà esposizioni di prodotti identitari, laboratori del gusto, approfondimenti scientifici sui benefici nutrizionali e momenti di dialogo intergenerazionale per la trasmissione dei saperi.
“Abbiamo pensato questo progetto come un cantiere aperto di rigenerazione culturale e di educazione al gusto autentico – spiega Roberto Pili, presidente della Comunità Mondiale della Longevità –. Vogliamo riportare la cultura alimentare che ha costruito la longevità dei sardi nei luoghi in cui si forma la salute del futuro, dalle scuole alle mense”.
Sulla stessa linea Roberto Bolognese, presidente di Confesercenti Sardegna: “Il cibo non è solo un prodotto, ma un bene comune che unisce e rigenera. La Sardegna custodisce nel suo patrimonio alimentare il segreto della lunga vita: oggi può trasformarlo in un progetto condiviso che coniughi tradizione, innovazione, economia e benessere”.












