I pizzaioli sardi contro Briatore: “Margherita buona anche a 5 euro, la pizza più condita la facciamo pagare 14 nonostante gli aumenti”

Flavio Briatore promuove la sua pizza a 15 euro e attacca: “Chi la fa pagare 5 euro chissà cosa ci mette dentro”. Da Cagliari a Quartu pizzaioli in rivolta, Luigi De Micco: “La faccio pagare 6 euro e utilizzo il fiordilatte. Con 14 ci metto sopra mortadella, pistacchio e burrata, un prezzo abbordabile”. Cristian Tolu: “Conta la qualità, la pizza più costosa la faccio pagare 13 con spada, rucola, stracciatella e datterino giallo”. E scoppia il caso della mozzarella: “Non ne troviamo più, dovremo aumentare i prezzi”

Guai a toccare la pizza, a Cagliari e Quartu. In due delle città sarde con più pizzerie, paragonate al numero di abitanti, abituate a lavorare al tavolo o a domicilio, le parole di Flavio Briatore, “la mia margherita la faccio pagare 15 euro, chi la vende a 4 o 5 chissà cosa ci mette dentro”, fa infuriare i pizzaioli, già alle prese con i costi delle materie prime e una mozzarella sempre più introvabile. Nel capoluogo, così come nella terza città della Sardegna, ci sono picchi di 20-23 euro per una pizza ben condita, ma solo a livello stagionale. Tutto l’anno, è possibile cavarsela anche con quattordici euro. Luigi De Micco, pizzaiolo, ha il suo locale nel Corso Vittorio a Cagliari: “I prodotti italiani sono di buona qualità, una margherita a 15 euro è ingiustificabile. Nella mia metto fiordilatte, quando non lo trovo uso altre marche locali. Da me una margherita ne costa sei, come una capperi e acciughe. La più costosa, 14 euro, ha sopra vari tipi di mozzarella, provola, mortadella con pistacchi, burrata e granella di pistacchio”; spiega. “Gli affari stanno andando abbastanza bene, almeno per me che sono al centro. I miei prezzi sono giusti e molto abbordabili per Cagliari. Per la mozzarella mi appoggio ad un ingrosso di Cagliari, più volte alla settimana non si trova mozzarella. Sicuramente è un problema legato ai trasporti e al caro carburante. Con un chilo di mozzarella, tra i 7 e i 9 euro al chilo, un prezzo aumentato del 30%, riesco a fare otto pizze”.
Cristian Tolu ha una pizzeria a Quartu Sant’Elena: “Posso essere d’accordo con Briatore perchè un prodotto è giusto che venga venduto in base anche alla location, dipende dai costi di gestione. Ma una margherita a 5 euro va bene, poi i prezzi possono cambiare se la pizza è al tavolo o d’asporto”, sostiene. “Briatore ricorda che il Patanegra che utilizza costa 300 euro al chilo, noi abbiamo salumi sardi molto buoni che viaggiano tra 13 e 14 al chilo, così non la vendiamo a sessantacinque. Da me una margherita costa cinque euro, quella più cara è con spada affumicato, rucola, stracciatello e datterino giallo che costa 13 euro sul cartone, lavorando d’asporto”. Insomma, range da 5 a 13 euro per Tolu: “Sarò costretto a fare ulteriori aumenti perchè sono aumentate tantissimo le materie prime, la margherità passerà a sei euro. E la mozzarella è introvabile. Il motivo? Le materie prime, come i mangimi per le mucche, sono stati bloccati. In automatico si produce meno e la mozzarella sarà sempre meno. Un blocco legato a come sta andando, ultimamente, il mondo. Sono convinto che riusciremo a sopravvivere anche stavolta”.


In questo articolo: