Hotel Mediterraneo, via ai licenziamenti. Pili:”A rischio 27 famiglie”

Il deputato sardo Mauro Pili: “Non si può assistere in silenzio alla fine di una struttura storica come l’Hotel Mediterraneo e tanto più all’avvio della procedura di licenziamento collettivo per i 27 dipendenti”

“Non si può assistere in silenzio alla fine di una struttura storica come l’Hotel Mediterraneo e tanto più all’avvio della procedura di licenziamento collettivo per i 27 dipendenti. Famiglie da mesi sul lastrico per un evidente stallo che rischia di trasformarsi in una situazione irreversibile. Lo storico albergo è stato chiuso nonostante fosse perfettamente agibile, per dei lavori di ristrutturazione che a 2 anni dalla chiusura non sono praticamente cominciati, e i dipendenti sono senza stipendio ormai da mesi e mesi. Una situazione indefinita che si protrae da 24 mesi senza che niente si muova con una parte dell’hotel sventrata all’esterno e la restante all’interno”. Lo denuncia in una interrogazione il deputato sardo Mauro Pili che nei giorni scorsi ha incontrato i lavoratori della struttura per fare il punto sulla vertenza.

“L’albergo acquisito nel 2013 da una società russa – ha scritto Pili nell’interrogazione – è in balia di contenziosi che hanno probabilmente risvolti nei rapporti burocratici internazionali per i quali è indispensabile l’intervento della cooperazione internazionale per affrontare la vertenza secondo tutti i canali diplomatici possibili. Non si conoscono le reali intenzioni e quali siano i limiti che ostano l’avvio e la conclusione dei lavori ma di certo nel luglio del luglio 2013 la società reistar viene ceduta alla società russa, la quale per un breve periodo di tempo ha continuato a gestire l’albergo decidendo, poi, inspiegabilmente di chiuderlo nonostante fosse un albergo perfettamente funzionante, per un imminente intervento di ristrutturazione. La fine dei lavori era prevista per la fine del 2014, il personale ha usufruito di ammortizzatori sociali come cigs frequentando dei corsi di formazione regionali. I lavori sono andati sin dall’inizio a rilento. Più che lavori di ristrutturazione si sono effettuati dei veri e propri interventi di demolizione delle parti interne della struttura rendendola di fatto un rudere. Durante il periodo dei corsi e dopo numerose riunioni sindacali, senza nessun prospettiva per il personale dell’albergo, la società reistar cedeva tutto il personale, all’insaputa dello stesso, alla società reiservice srl con amministratore unico tale Vitaly Khomyakov. Il 31 maggio del 2015 terminava il periodo di erogazione di ammortizzatori sociali lasciando i lavoratori senza futuro. A quel punto la società russa ha proposto tramite un verbale da firmare una sospensione del personale senza nessun obbligo retributivo e contributivo per 2 anni. Una parte del personale non ha firmato il verbale, intuendo si trattasse di un temporeggiamento da parte dell’azienda che pare non aver idea di cominciare i lavori per la riapertura dell’hotel. Dopo diverse trattative anche il resto del personale è tornato sui suoi passi e non ha firmato, poichè le richieste dei verbali determinavano un licenziamento unicamente ai danni del personale. A quel punto la società ha avviato la procedura di licenziamento collettivo di tutto il personale. A questo si aggiunge che la reiservice nel 2014 non ha presentato richiesta per 7 mesi di ammortizzatori sociali, arrecando ulteriori danni economici al personale a cui già da mesi non veniva corrisposto nessuno pagamento da parte dell’azienda. Una situazione – ha detto Pili – che deve essere affrontata dai soggetti in causa e dalle stesse istituzioni interessate. Non può essere lasciata in quelle condizioni una struttura nel cuore di Cagliari, davanti alla Basilica di Bonaria”.

“Una situazione che rischia di creare un danno rilevante sotto ogni punto di vista alla città capoluogo – ha proseguito il parlamentare. Per questo motivo si rende indispensabile un intervento sia sul fronte societario per verificare nell’ambito delle relazioni diplomatiche di competenza del ministero degli esteri quali siano le reali intenzioni del proprietario e uno di natura sociale per evitare che i lavoratori vengano espulsi dal mondo del lavoro senza alcun tipo di tutela. In questa direzione – ha concluso il deputato – devono essere avviate tutte le iniziative utili per la tutela dei lavoratori e la ripresa operativa dell’importante struttura economica al centro di Cagliari che, dopo lo sventramento, ha un impatto visivo davvero inaccettabile nel cuore di Cagliari”.