Attacco hacker alla Regione e furto di dati sensibili: “Nessuno mandi a casa i 116 dipendenti di Sardegna.It”

L’assessorato all’Innovazione minaccia di stracciare la convenzione con la società in house. I sindacalisti Milazzo, Atzori e Ardau: “Inaccettabile il tentativo preventivo di scaricare ogni responsabilità su Sardegna.It dove operano con professionalità 116 lavoratori che ora, da un giorno all’altro, si vorrebbero cacciare”

Esprimono preoccupazione i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil per le prospettive della società Sardegna It in seguito alla comunicazione, da parte del Direttore generale dell’Innovazione e della Sicurezza dell’assessorato regionale agli Affari Generali Riccardo Porcu, con la quale propone la risoluzione della convenzione alla società in house della Regione.

“Le indagini della Procura sull’attacco hacker al sistema informatico della Regione sono ancora in corso e non è quindi comprensibile né tanto meno accettabile – hanno detto i segretari Nella Milazzo (Filcams), Giuseppe Atzori (Fisascat) e Cristiano Ardau (Uiltucs) – il tentativo preventivo di scaricare ogni responsabilità sulla società in house dove operano con professionalità 116 lavoratori che ora, da un giorno all’altro, si vorrebbero mandare a casa”.

I sindacati ricordano inoltre le reiterate richieste di incontro all’assessorato e le sollecitazioni verso un rilancio di Sardegna IT attraverso interventi formativi, l’implementazione di alte competenze specifiche, l’adeguamento dei sistemi informativi e, più in generale, l’elaborazione di un piano industriale.

Insieme alle categorie, i segretari regionali Cgil, Cisl e Uil Samuele Piddiu, Davide Paderi e Andrea Lai, firmano la richiesta di incontro alla Regione sul futuro di Sardegna IT e sul più generale settore Ict, anche in riferimento alle opportunità dei fondi del Pnrr e del Por 21-27.

In ogni caso, fanno sapere che l’interruzione della convenzione a fine giugno è un atto ingiustificato e inaccettabile che verrà contrastato con ogni azione possibile: “Non è ammissibile che i lavoratori paghino responsabilità che evidentemente devono essere ricercate nelle sedi decisionali”.


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