Gruppo di ricerca sardo individua nuova regione del sistema nervoso

Lo studio apre a nuove possibilità nel trattamento del dolore nei malati oncologici

Un gruppo di ricerca dell’Ateneo di Cagliari ha pubblicato nei giorni scorsi uno studio che identifica e descrive una nuova regione anatomica nel sistema nervoso centrale dell’uomo. Il lavoro compare su Brain Structure and Function, la rivista internazionale più importante nell’ambito della categoria Anatomy and Morphology e fra quelle di massimo rilievo all’interno della categoria Neurosciences.

La ricerca pubblicata potrebbe aprire la strada a importanti ricadute applicative tra cui la possibilità di avvalersi di strategie terapeutiche meno invasive, meglio indirizzate, e di tipo farmacologico rispetto a pratiche chirurgiche utilizzate nel controllo del dolore viscerale intrattabile in pazienti oncologici.

Lo studio è firmato da Marina Del Fiacco e dal suo gruppo di ricerca, tra cui Marina Quartu, Maria Pina Serra, Tiziana Melis e Marianna Boi, del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Cagliari, e dimostra che, all’interno di un insieme di formazioni grigie situate nella parte caudale del cervello umano, denominate “nuclei delle colonne dorsali”, che hanno un ruolo fondamentale nella percezione tattile ben localizzata e della posizione del corpo nello spazio, sono comprese delle aree circoscritte che possiedono invece le caratteristiche tipiche dei nuclei preposti alla trasmissione della sensibilità sensibilità mal localizzata e del dolore, incluso quello viscerale.

Lo studio dimostra che le regioni di nuova identificazione possiedono un corredo neurochimico ben diverso da quello dei rimanenti nuclei delle colonne dorsali. Tale armamentario molecolare comprende diversi neuromediatori peptidici, come la sostanza P, le enkefaline, il peptide correlato al gene della calcitonina, la galanina e altri, fattori neurotrofici e molecole indicatrici di elevata capacità neuroplastica, e diversi tipi di recettori. Regioni con queste caratteristiche non sono state mai descritte all’interno dei nuclei delle colonne dorsali di altre specie animali, inclusi i primati, e appaiono esclusive dell’encefalo umano.