Greca Mei, emigrata: «Ho nostalgia, non vedo la mia terra da 15 anni»

Ha lasciato il suo paese (Siliqua) da 40 anni, si trova nel Lazio: «Per noi sardi la nostra Isola è un qualcosa di speciale: siamo molto legati a essa e alle nostre tradizioni»

Greca Mei, 56 anni, aveva lasciato Siliqua, suo paese d’origine, nel 1975. Era partita all’età di 16 anni con tanta paura e senza sapere a cosa potesse andare incontro. Tuttavia, non era sola: suo marito e suo figlio le avevano dato il coraggio e la forza di intraprendere questa nuova avventura. Attualmente si trova a Magliano Sabina, un piccolo centro di circa 4.000 anime, nella provincia di Rieti. Prima però è stata a Morlupo, in provincia di Roma, poi per motivi di lavoro anche in Francia, a Chalons, e dopo quasi dieci anni vissuti lì si era riavvicinata ai familiari del marito facendo ritorno nel Lazio. «Da sei anni abito a Magliano», fa sapere Greca, «è una località di periferia, in campagna, e qui sinceramente seppure con qualche difficoltà mi sono integrata e attualmente mi trovo bene». Ricordi il giorno della tua partenza e le sensazioni che hai provato nel primo periodo trascorso oltre Tirreno? «Sì che lo ricordo. Avevo appena 16 anni, un figlio di venti giorni e andavo verso qualcosa che mi incuteva paura: ho passato il viaggio a chiedermi cosa mi aspettava. Però, d’altro canto, non ero sola: con me c’erano mio marito e mio figlio. Questo pensiero mi aveva aiutato tantissimo e mi trasmetteva forza e coraggio». Ti sei pentita della scelta che hai fatto quando avevi lasciato la tua terra? «Pentita no. Mia madre diceva: “Dove c’è pane va il cane”, era stata quindi una scelta quasi obbligata. Mi è solo dispiaciuto non poter tornare in Sardegna, dove in tutti questi anni mi son persa tante belle cose». Quando sei tornata l’ultima volta? «Son tornata purtroppo in occasione della scomparsa di mia madre e ammetto che vedere la casa senza di lei mi aveva fatto sentire molto sola. Veramente un brutto effetto. Avevo sofferto tanto per la sua mancanza». Vista da fuori come vedi e cosa pensi della Sardegna? «Penso che sia un’Isola splendida, non valorizzata, anzi sfruttata in malo modo. Ammiro i ragazzi che si danno da fare per recuperare siti, usanze e mestieri antichi: un patrimonio che si stava perdendo. Inoltre, penso che chi ci vive, debba fare di tutto affinché si possa recuperare la dignità di un popolo, da troppi “usato”. I tuoi hobby? «Amo leggere, ricamare e, soprattutto, accudire i miei animali. Poi, adoro il fai da te». Com’è composta la tua famiglia? «Ho una bellissima famiglia: mio marito Luigi, che ora è in pensione, quattro figli maschi: Paolo, Andrea, Carlo e Roberto e tre splendidi nipotini: Noemi, Manuel e Simone. Ah dimenticavo, ho anche due brave nuore: Marzia e Alessia». Come ti definisci? «Sono una persona semplice, amo la natura e gli animali».