Ferie negli ospedali, l’Ats: “Non riguardano medici coinvolti nell’emergenza, difficile applicare lo smart working ai sanitari”

L’Ats dunque precisa: “La circolare sulle ferie, diretta ai soli Direttori di Dipartimento, di Distretto e delle Strutture complesse a firma del Direttore Amministrativo Attilio Murru, è stata adottata con l’evidente scopo di evitare che il personale sanitario e amministrativo, afferente ai reparti non direttamente coinvolti nella gestione dell’emergenza sanitaria,  la cui attività, per palesi ragioni imputabili esclusivamente alla diffusione di una pandemia mondiale, ha subito forti rallentamenti, permanga fisicamente in servizio senza che ve ne sia un’oggettiva necessità”

Si è svolto questo pomeriggio, nella Direzione di ATS Sardegna, un incontro con i rappresentanti delle principali OO.SS con lo scopo di chiarire i contenuti della  circolare riguardante le ferie dei dipendenti di ATS Sardegna  del 17 aprile 2020. Contenuti che sono stati condivisi, al termine della riunione, da tutti i rappresentanti sindacali.

L’Ats dunque precisa: “La circolare sulle ferie, diretta ai soli Direttori di Dipartimento, di Distretto e delle Strutture complesse a firma del Direttore Amministrativo Attilio Murru, è stata adottata con l’evidente scopo di evitare che il personale sanitario e amministrativo, afferente ai reparti non direttamente coinvolti nella gestione dell’emergenza sanitaria,  la cui attività, per palesi ragioni imputabili esclusivamente alla diffusione di una pandemia mondiale, ha subito forti rallentamenti, permanga fisicamente in servizio senza che ve ne sia un’oggettiva necessità.

Da qui l’invito a tutti i direttori di Struttura di provvedere, in tali casi, al collocamento in ferie del suddetto personale. Il riferimento era, evidentemente, alle ferie pregresse relative agli anni passati che, per espressa disposizione contrattuale, devono essere fruite entro il primo semestre dell’anno successivo a quello di maturazione (art. 33 CCNL Comparto Sanità e Dirigenza). Questo anche in linea con quanto sostenuto dalla Corte dei Conti che, intervenendo il mese scorso sul corretto rapporto tra le ferie pregresse e le attività lavorative svolte in smart working, ha spiegato il percorso da adottare anche pensando al momento della ripresa dopo il superamento dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19.

L’Azienda, pur con tutti i limiti, ha attivato a tutto il personale amministrativo che ne ha fatto richiesta lo smart working. Ben più difficile attivare lo smart working al personale sanitario.

La Corte dei Conti avvicina l’istituto delle ferie pregresse non solo a un rigido rispetto delle norme di legge e di contratto, ma anche ad un principio di “opportunità”. Al termine, infatti, del periodo di emergenza, il mancato utilizzo delle ferie potrebbe portare il personale dipendente a sommare le ferie pregresse e le ferie ordinarie e a usufruire, di conseguenza, di periodi molto lunghi di assenza dal lavoro, proprio nel momento in cui sarà necessario dare un maggiore impulso alle ripresa delle attività, anche per recuperare l’attuale e inevitabile rallentamento del lavoro ordinario.

Sul punto, peraltro, appare molto chiara anche la recentissima circolare della Funzione pubblica n. 2/2020 che riconosce espressamente la legittimità dell’utilizzo delle ferie pregresse da parte del datore pubblico anche in ragione dell’andamento dell’attività”.


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