Giorni di dolore estremo, non solo per la morte della 41enne Federica Torzullo ma anche per il dramma accaduto sabato sera nella villetta dei suoceri, dove si sono tolti la vita.
In tutto questo drammatico e delicatissimo susseguirsi di eventi che hanno travolto le famiglie Torzullo e Carlomagno, il pensiero dei familiari è sempre stato solo uno: proteggere il figlio di Federica, che ora si trova ad affrontare prove inimmaginabili per un bimbo di soli 10 anni.
Il Tribunale dei minori di Roma ha confermato la decisione che il piccolo resti con nonni materni come stabilito nei giorni scorsi e che il sindaco di Anguillara Sabazia sia il suo tutore.
Nel frattempo, la sorella di Federica, Stefania, vuole incontrare Claudio Carlomagno in carcere per conoscere la verità sul perché ha ucciso sua sorella.
“La lettura che va data di questa aspettativa è quella che fa capire la determinazione della famiglia Torzullo nel voler arrivare alla verità che non è ovviamente quella che ha raccontato l’indagato davanti al Gip”, il commento dell’avvocato ha spiegato l’avvocato Carlo Mastropaolo, legale di Stefania Torzullo.
”Il movente dell’omicidio deve essere necessariamente ricercato nella non accettazione del Carlomagno della separazione dalla moglie e probabilmente anche nella aver appreso della relazione con un altro uomo. La premeditazione è ancora un tema prematuro sul quale tirare delle conclusioni: è certo che la procura di Civitavecchia non sta tralasciando ovviamente elementi indiziari in questo senso”, ha concluso il legale.












