Effetto smart working, 9 mila sardi fuori sede tornati a casa

Lo dimostrano le richieste di linee Adsl e connessioni ad alta velocità (indispensabili per lo smart working), che fra marzo 2020 e gennaio 2021 hanno registrato un incremento del 15,9%, il dato più alto registrato in Italia, sia le domande di finanziamento per l’acquisto della casa in zone come il medio campidano o l’iglesiente.

Novemila sardi fuorisede tornati a casa grazie allo smart working. Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, smart e remote working sono stati per molti un’occasione per riorganizzare la propria vita, anche da un punto di vista abitativo. Tanto che nell’ultimo anno quasi 9 mila lavoratori sardi fuorisede hanno approfittato di questa opportunità per trasferirsi in una città diversa da quella in cui ha sede l’azienda per cui lavorano o in cui vivevano prima del lockdown.
A confermare la volontà di un rientro stabile in Sardegna dei lavoratori fuorisede sono sia le richieste di linee ADSL e connessioni ad alta velocità (indispensabili per lo smart working), che fra marzo 2020 e gennaio 2021 hanno registrato un incremento del 15,9%, il dato più alto registrato in Italia, sia le domande di finanziamento per l’acquisto della casa in zone come il medio campidano o l’iglesiente, passate rispettivamente dall’1,82% al 3,42% del totale richieste mutui della regione e dal 3,86% al 5,82%. Guardando al fenomeno degli “smart workers di ritorno”, inoltre, emerge come la Sardegna sia la regione d’Italia in cui sono rientrati lavoratori in misura maggiore rispetto a quelli che sono usciti (+40%).


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