È scontro aperto tra Regione Sardegna e Governo sul futuro della scuola nell’Isola. Al centro della polemica, il nuovo piano di dimensionamento scolastico imposto dal commissario ministeriale, che prevede la soppressione e l’accorpamento di numerose autonomie. Una scelta che l’esecutivo regionale respinge con forza, denunciando l’assenza di confronto e la mancata considerazione delle specificità territoriali sarde.
A dare voce al dissenso è l’assessora regionale alla Pubblica istruzione, Ilaria Portas, che parla senza mezzi termini di un dialogo interrotto e di decisioni calate dall’alto. «Il Governo ha scelto di non ascoltare la Sardegna – afferma – ignorando le reali esigenze di un’isola che vive condizioni particolari e che avrebbe bisogno di investire sulla scuola come presidio sociale, culturale e territoriale».
Nel mirino dell’assessora finiscono i numeri su cui si fonda il piano ministeriale, definiti “freddi” e non aderenti alla realtà. «Siamo stati di fatto commissariati e, nonostante un percorso già segnato da sacrifici pesantissimi, ci vengono sottratte altre nove autonomie scolastiche», sottolinea Portas, ricordando come negli ultimi tre anni la Sardegna abbia già accorpato 38 istituti. «Questo dato – aggiunge – dimostra che non c’era praticamente più nulla da tagliare».
Secondo la Regione, il paradosso è evidente: mentre l’amministrazione investe risorse nell’edilizia scolastica, promuove il coinvolgimento delle comunità locali e combatte dispersione e abbandono scolastico, da Roma arrivano provvedimenti che rischiano di svuotare ulteriormente i territori. «È come la tela di Penelope – accusa l’assessora – la Regione tesse e il Governo disfa. Il risultato è un disastro annunciato».
Il piano del commissario ministeriale prevede una lunga serie di soppressioni e accorpamenti che coinvolgono istituti di ogni ordine e grado. A Iglesias scompare l’Istituto magistrale “Baudi di Vesme”, che confluirà nell’Istituto superiore “G. Asproni”, dando vita a una nuova autonomia. A Nuoro viene cancellato lo storico Liceo classico “G. Asproni”, accorpato al Liceo delle Scienze umane e musicale “S. Satta”. Colpiti anche numerosi istituti comprensivi: ad Arzachena, Nuoro, Orgosolo, Tertenia, Palau, Ilbono e Thiesi, con fusioni che ridisegnano profondamente la geografia scolastica di intere comunità.
Un riassetto che, secondo la Giunta regionale, rischia di allontanare ulteriormente la scuola dai territori più fragili, aggravando le difficoltà di studenti, famiglie e personale scolastico. Da qui il rifiuto netto della Regione e la denuncia di un metodo che, ribadiscono da Cagliari, non tiene conto della realtà sarda né del lavoro già avviato per rafforzare il sistema dell’istruzione nell’Isola.








