La pandemia e il disastro turismo a Cagliari, – 42 % in ostelli e Bed & breakfast

Nell’estate del Covid in città il fatturato di ostelli, affittacamere e B&B ha avuto un calo del 42 per cento. Spariti i turisti stranieri. Disperati gli albergatori: “Purtroppo ancora non sappiamo quando potremo ripartire. Pesano le troppe incertezze sui trasporti”

Crollo del turismo a Cagliari. Se lo aspettavano tutti ed è arrivato. Nell’estate del Covid il fatturato nel settore extralberghiero (la momento l’unico disponibile) ha registrato un calo del 42 per cento. I dati sono stati illustrati oggi nella commissione comunale Attività produttive da Martino Di Martino, presidente del consorzio turistico Costa Sud Sardegna, intervenuto come coordinatore del progetto Destinazione Cagliari.

E dire che nel 2019 i dati erano più che positivi. E perfino nei primi mesi del 2020 sono stati incoraggianti con tendenza in positivo ( 5 % in più rispetto allo scorso anno).  Poi con la pandemia e il lockdown il disastro. Il fatturato dell’extralberghiero (ostelli, affittacamere e B&B) ha visto un crollo del 42 % (contro una media regionale del 45 %). “Quello che è mancato è stato soprattutto il turismo straniero, c’è stato un po’ di turismo locale in più a Cagliari”, dichiara Di Martino, “ma i dati negativi ce li aspettavamo. Compici anche l’esplosione dei contagi a settembre e la campagna di comunicazione negativa. Purtroppo ora il problema è che non sappiamo quando potremo ripartire perché tutte le più importanti fiere come Londra, Varsavia e Rimini, sono state annullate. E poi c’è il problema dei trasporti: non c’è il piano per i low cost e la continuità territoriale è ancora in deroga. Confidiamo nella buna volontà e nella capacità di ripresa degli operatori. Il bonus vacanze?”, conclude, “ha aiutato pochissimo”.


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