Diga di Monte Nieddu, nell’eterna incompiuta “lavori a pieno ritmo”

I lavori per la costruzione della mega diga da 83 milioni sarebbero dovuti terminare nel 2001, ma per vari intoppi sono stati fermi per anni e ripresi solo nel 2014. Oggi sopralluogo dei tecnici e dell’assessore ai Lavori Pubblici Balzarini: “Il cantiere è in piena attività e promette bene come tempi e come risultati”

L’assessore regionale dei Lavori pubblici Edoardo Balzarini ed il responsabile della Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idriche ed elettriche del Ministero delle infrastrutture e i trasporti (MIT) Ornella Segnalini, hanno effettuato questa mattina un sopralluogo al cantiere della diga di Monte Nieddu (in località Sa Stria Sarroch).

L’obiettivo era quello di verificare lo stato di avanzamento dei lavori e confrontarsi con l’ente appaltante, il Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale, rappresentato dal dirigente Roberto Meloni. Presenti all’incontro anche i responsabili della ditta appaltatrice, la Astaldi di Roma, azienda di primario rilievo nazionale e internazionale che realizza l’unica diga in costruzione di queste dimensioni in Italia per un appalto dell’importo complessivo di 83,2milioni di euro (di cui 53 milioni per i lavori).

“Abbiamo voluto verificare sul campo l’avanzamento dei lavori e le eventuali criticità – afferma Balzarini – il cantiere è in piena attività e promette bene come tempi e come risultati”. L’opera darà risposte concrete di Sarroch, Pula, Villa San Pietro e Capoterra contribuendo ai fabbisogni idropotabili ed allo sviluppo dell’agricoltura dei territori di valle e delle numerose imprese, in particolare turistiche, presenti. Consentirà inoltre alla competa rinaturalizzazione della vallata che ospiterà un nuovo lago artificiale. Per la realizzazione dei lavori, la ditta ricorre soprattutto a aziende e maestranze locali: sono sardi infatti il 95 per cento delle oltre duecento unità lavorative impegnate a diverso titolo nella costruzione della diga.

Al momento tecnici e operai si alternano nel cantiere 24 ore su 24 per la realizzazione del muro di sbarramento che raggiungerà un’altezza di 78 metri. La consegna finale dell’opera è prevista per il 2020. La diga potrà invasare 36 milioni di metri cubi d’acqua, di questi 9,6 milioni destinati al potabile e 25,74 agli usi irrigui nella piana di Pula. Sarà inoltre realizzato uno sbarramento sul rio Is Canargius, il cui volume invasato potrà essere trasferito tramite una galleria all’invaso di Monti Nieddu. Prevista anche la costruzione di una piccola centrale idroelettrica.

“Questo cantiere rappresenta per il Ministero una delle più importanti opere pubbliche e la più importante diga nazionale che si sta realizzando in Italia” afferma Ornella Segnalini. “La presenza del MIT risponde a più esigenze: la funzione di vigilanza sul cantiere, il controllo di tutti i materiali e delle opere affinché la diga sia sicura e sia possibile conservarla nel tempo nelle stesse condizioni di quelle iniziali”.